Volt egyszer, un bar carinissimo

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Volt egyszer è una caffetteria molto carina e il suo nome significa in italiano “C’era una volta”. Si chiama così per ricordare quando un tempo le persone andavano al bar dopo il lavoro per rilassarsi.

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Il locale si trova nel centro della via principale di Debrecen, via Piac. Si sta molto bene, l’atmosfera è tranquilla, c’è sempre tanta musica rilassante ed i camerieri sono molto carini. Non possiamo comprare alcol, ma ci sono tanti tipi di caffè, cocktail speciali e molto altro ancora! Si possono anche prendere delle bibite da portare via.

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Volt egyszer è frequentato da persone di tutte le età, dai 15 anni in su, a volte anche da anziani ed è sempre molto affollato: spesso, infatti, non ci sono posti liberi, però i camerieri provano sempre a risolvere il problema velocemente.
All’interno si vende anche il merchandising ufficiale del bar, noi per esempio, abbiamo comprato qualche prodotto e ne siamo contenti.
C’è anche una raccolta punti: ogni volta che si beve o si mangia qualcosa è possibile raccoglie un timbro; arrivati al 10mo è possibile ricevere un caffè o una bibita gratis.

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Volt egyzer è la nostra caffetteria preferita, la consigliamo a tutti!

Laca Balogh e Dani Deák

Annunci

BuczBence Bucz è uno studente di 18 anni, frequenta il liceo Csokonai. Vive a Tiszapalkonya, vicino a Tiszaújváros. Gioca a calcio nella squadra del Debrecen.

  1. Da quanti anni giochi a calcio e da quanti anni sei nella squadra del Debrecen?

Gioco a calcio da 11 anni e quest’anno è il mio sesto anno nel Debrecen.

  1. In quale ruolo giochi?

Attaccante di destra, ma molto spesso gioco anche come centrocampista.

  1. Hai mai giocato in altre squadre?

Si, ho giocato nella squadra del Tiszaújváros, Mezőkövesd e anche nella squadra del Hajdúböszörmény.

  1. Quante volte alla settimana ti alleni?

Ci alleniamo 6 volte alla settimana e di solito nel weekend abbiamo una partita.

  1. Riesci a trovare tempo per studiare?

Si, ma è molto difficile mantenere alta l’attenzione dopo gli allenamenti, molto spesso non riesco nemmeno a capire cosa sto leggendo. Non faccio quasi mai i compiti a casa.

  1. Pensi di giocare a livello agonistico anche dopo aver finito la scuola superiore?

Secondo me se un giocatore di 17-18 anni non gioca già in una squadra di alto livello non diventerà un gran giocatore. Per questo adesso provo a studiare di più, perché vorrei frequentare l’università di Debrecen o di Nyíregyháza.

  1. Qual è la partita più bella che hai giocato?

Nel 2011 abbiamo giocato contro l’Inter in Italia. Quella partita l’abbiamo persa (0-4) ma è stata comunque una grande esperienza. In quest’occasione ha giocato anche Hachim Mastour, che adesso gioca nella squadra del Malaga.

  1. Qual è la tua squadra preferita?

La mia squadra preferita è il Real Madrid.

  1. Qual è il tuo giocatore preferito?

Per sempre, Cristiano Ronaldo.

  1. Che cosa pensi del calcio italiano?

Non mi piace molto il calcio italiano, anche se riconosco che l’Inter gioca bene.

Marcell Ulveczki

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Sport, intervista a Bence Bucz

Intervista a Imre Enyedi, Világjáró

Una figura chiave nel mondo del volontariato e dell’associazionismo di Debrecen è sicuramente Imre Enyedi, uno dei responsabili di Világjáró, giovane e ambiziosa Ong locale che, attraverso varie iniziative nel mondo giovanile, si sta affermando rapidamente.

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Chi è Imre Enyedi?
Sono un professionista con esperienza decennale nel settore giovanile, in particolare modo nei programmi europei diretti ai giovani. Con questo bagaglio e con i migliori propositi ho creato, insieme ad altre persone, Világjáró, una Ong locale.

Parlaci di Világjáró…
Sentivamo il bisogno di creare qualcosa come Világjáró già dal 2011. Io e un gruppo di persone intendevamo lavorare con volontari internazionali, non solo con quelli locali. Non c’erano molte ONG che si occupavano di questo campo in città e anche oggi, posso dire, non sono presenti più di 10 realtà che lavorano a Debrecen interessandosi di giovani e delle enormi possibilità che possono essere offerte grazie al Servizio Volontario Europeo. Inoltre nel giro di questi anni ho conosciuto molte persone e stretto contatti con numerose associazioni a livello internazionale. Tra lavoratori del settore e volontari posso dire di aver trovato molti amici. Così nel 2013 è nata Világjáró con un team internazionale: qui non lavorano solo ungheresi, ma anche italiani e danesi. Ci piacerebbe far progetti per ragazzi che abbiano un impatto positivo sulla nostra comunità e siamo assolutamente interessati ad individuare le persone giuste per raggiungere questo obiettivo in collaborazione con altre realtà provenienti dal mondo dell’associazionismo, come l’italiana Joint e la francese IDC.

Che cosa rappresenta per te Világjáró?
Possibilità per giovani nell’ambito della mobilità: viaggiare, conoscere altre culture,  attivarsi e rendersi consapevoli attraverso una varietà di progetti internazionali a cui prendere parte come training, seminari, Servizio Volontario Europeo. Possibilità uniche e irripetibili per andare all’estero insomma, stare per un po’ lontano da casa e imparare a vivere all’interno di un contesto diverso da quello della propria realtà di provenienza.

Perché pensi che queste opportunità siano importanti per i ragazzi?
Per conoscere una lingua oppure per vivere un’esperienza di studio in altre realtà, ottenendo così delle certificazioni che non siano solo dei pezzi di carta, ma anche esperienze valide per la vita. Avere dimestichezza con la mobilità, inoltre, aiuta a trovare un posto di lavoro più facilmente. La formazione scolastica non è sempre sufficiente, occorrono esperienze di vita pratiche. Uno Sve, per esempio, è una fonte di esperienze molto importante, si possono imparare molte cose perché ci si mette in gioco calandosi in un contesto internazionale e, di conseguenza, ci si abitua non solo alla diversità, ma anche alla collaborazione internazionale, un elemento fondamentale di questi tempi. Questi sono i benefici di un’esperienza interculturale, una serie di input positivi spendibili nella vita e nel mondo del lavoro.

Ricordi qualche progetto particolarmente riuscito?
Un training course per lavoratori di varie Ong incentrato sullo sviluppo dei metodi da utilizzare per promuovere la propria organizzazione: stabilire dei criteri comuni è importante, soprattutto quando si collabora con partner internazionali. Ne abbiamo ricavato degli ottimi output integrando tutti i buoni propositi  in modo che questi diventassero parte dell’esperienza di tutti i partecipanti.
Un altro progetto che posso citare è un seminario SVE in Spagna su come sviluppare la metodologia dei training ed è stata un’esperienza veramente molto bella! Quello che stiamo facendo in Ungheria è perfettamente in linea con gli standard europei e questo ci sta dando molta forza e fiducia per continuare i nostri progetti.

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Pensi che questi progetti possano aiutare nella cittadinanza attiva?
Questi programmi sono molto utili per integrare i giovani in una società rendendoli parte attiva e proattiva. Spesso i giovani non sono molto soddisfatti di quello che fanno e non si sentono parte di una comunità, ma con questi progetti i ragazzi possono essere facilmente coinvolti anche a livello inconscio. Anche se non hanno piena coscienza di quello che fanno è importante che stiano insieme esprimendo il proprio essere; poi attraverso la riflessione avranno modo di capire il valore di certe iniziative.

Una domanda per gli italiani. Che cosa c’è di bello a Debrecen? Quali progetti potrebbero trovare di loro interesse? E quali posti potrebbero frequentare?.
Con Világjáró continueremo a collaborare con un ospedale per bambini anzi vorremmo poter ospitare due volontari, di cui uno italiano, per portare avanti questo progetto. Inoltre ci sarebbe anche la possibilità di aprire un progetto con un asilo e, chissà, forse avremo anche la forza e l’energia per fare altro!
Per quanto riguarda la parte culturale, Debrecen è la seconda città più grande in Ungheria, qui ci sono musei con mostre ogni settimana e tanti altri eventi. Molti studenti stranieri studiano qui e la vita universitaria è molto viva, come ho potuto constatare attraverso il mio precedente lavoro, venendomi spesso a trovare in contatto con questo mondo. Poi ci sono i festival sia dentro che fuori all’università: i ragazzi possono solidarizzare tra loro e diventare amici, uscire insieme e divertirsi. Inoltre a Debrecen ci sono varie scuole dove si studia la lingua italiana e tanti ragazzi aperti alla cultura italiana. In città c’è una grande cultura sportiva, pertanto è possibile praticare qualunque sport con attrezzature moderne in strutture adeguate.

Cosa pensi degli italiani in generale? Parlaci della tua esperienza.
Gli italiani sono aperti, gentili e molto determinati a raggiungere gli obiettivi stabiliti e possono lavorare come tedeschi! (ride) Certo non sono molto puntuali, ma sono grandi lavoratori. Ogni giorno ho a che fare con colleghi italiani. Posso solo dire cose positive su di loro.

Qualche raccomandazione particolare per i volontari italiani che verranno a Debrecen?
Dimenticate la siesta! Trovate la migliore macchinetta del caffè in centro perché non troverete il vostro caffè preferito nei bar e, soprattutto, dimenticate la pizza italiana! (ride)

Grazie Imre!

 


Federico Preziosi

Cosa ne pensano gli studenti del liceo Csokonai di Debrecen chiama Italia

Qualche giorno fa sono stato ospite del Liceo Csokonai per parlare di Debrecen chiama Italia, questa magnifica avventura sotto forma di blog che leggete sempre con tanto affetto. Lanciato ormai da circa 10 mesi, il blog è cresciuto grazie ai contributi dei tanti che sporadicamente hanno dedicato un po’ di tempo nella scrittura in italiano. La sfida è quella di raccontare Debrecen agli italiani, presentare questa magnifica città e tutto ciò che ha da offrire, essere un punto di riferimento per chi vuole conoscerla, approfondirla e scoprirla. Sarebbe bello poterlo fare coinvolgendo maggiormente gli studenti liceali e universitari di italiano in città, consolidare uno staff ed avere una programmazione continuativa .

L’incontro è stato interessante perché i ragazzi della sezione bilingue, oltre che osservare da vicino il funzionamento del blog, hanno gentilmente fornito alcuni opinioni ed osservazioni raccolte in un questionario in modo da riflettere su eventuali miglioramenti da apportare al progetto.
I questionari diffusi sono stati, in accordo con i docenti, un totale di 20. Abbiamo puntato su un numero limitato di classi in modo da poter sperimentare questa iniziativa con la dovuta attenzione. Tuttavia resta la possibilità di estendere il numero dei partecipanti qualora il progetto vada a buon fine.
 Piccoli numeri, ma significativi per poter sviluppare Debrecen chiama Italia nel migliore dei modi.

Vediamo insieme i dati raccolti e cerchiamo di tracciare un’analisi utile per noi e tutti gli amanti della lingua italiana in città.

1) Secondo te Debrecen chiama Italia è utile?
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2) Secondo te quali sono le cose più interessanti che ci sono a Debrecen?Schermata 2016-02-29 alle 12.55.41.png

3) Cosa può attirare un italiano a Debrecen?


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4) Di quali temi ti piacerebbe leggere su Debrecen chiama Italia?

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5) Secondo te, un italiano quali argomenti leggerebbe su Debrecen chiama Italia?

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Seguono tre quesiti a risposta aperta:

6) Ci sono altri temi dei quali ti piacerebbe scrivere/leggere?

– Forse la letteratura ungherese, l’arte
;
– Secondo me no
;
– Niente (x3)
;
– Il sistema scolastico (x2) e di come passare il tempo libero a Debrecen (x2)
;
– Contrasti tra la vita italiana e ungherese
;
– Leggere del tempo libero degli studenti
 ;
– Lo sport (x 3), il calcio in particolare
;
– I locali più visitati
;
– I film e le serie
;
– Fare shopping, divertimento, ricette ungheresi
;
– Eventi promossi da italiani a Debrecen
;
– Raccogliere le esperienze degli ungheresi che hanno lavorato in Italia
;
– Musica
;
– Trasporto
;
– Festiva, amicizie tra italiani e ungheresi
;
– Come trascorrono il tempo libero gli ungheresi
.

7) Che cosa non ti piace di Debrecen chiama Italia?

– Mi piace tutto, si parla di quello che interessa agli italiani
 (x 11);
–  Senza risposta (x 7)
;
– Niente, perché non conosco ancora il blog
;
– Secondo me va bene così
.

8) Secondo te come si potrebbero sviluppare altre attività con Debrecen chiama Italia?


– Non ci sono altre cose da sviluppare (x 13)
;
– Fornire un servizio che dia un alloggio gratis agli italiani appena arrivati a Debrecen (x 2)
;
– I visitatori potrebbero condividere le proprie opinioni e fare commenti
;
– Attraverso il sito si potrebbero organizzare piccole gare tra studenti sulla cultura italiana e/ o ungherese
;
– Segnalare le feste (x 2)
;
– Fare del sito un occasione di lavoro
;
– Nessuna, è già molto utile così
.

Un quadro molto interessante ed incoraggiante

Come è possibile osservare, l’esistenza di questo blog è ritenuta molto utile ed i feedback generali sono ampiamente positivi. Emerge un grande interesse per lo sport in conformità con la cultura ungherese che, anche a scuola, incoraggia l’attività fisica soprattutto a livello agonistico. Non è una sorpresa che gli studenti sentano questa tematica particolarmente vicina. Molto bene anche il trend sui locali della città (bar, pub e discoteche): Debrecen è una città che cresce rapidamente e vede l’affermarsi di luoghi di svago sempre più moderni e di respiro europeo.

I ragazzi del Liceo Csokonai ripongono una fiducia molto alta nella cultura locale e del suo potenziale, sicuri che questa possa essere fonte di attrattiva per un italiano.  Altrettanto elevato è il prestigio dell’Università che gode di un’ampia considerazione non solo da parte degli studenti internazionali a quanto pare, ma anche tra i giovani liceali. Curiosamente la cultura locale, secondo gli studenti del Csokonai, può essere molto apprezzata dagli italiani, più della stessa Università che comunque gode sempre di un’indice di gradimento elevatissimo. Interessanti, sebbene i margini d’interesse siano decisamente meno rilevanti, l’importanza che le offerte di lavoro e del volontariato potrebbero giocare nell’attirare italiani in città.

Le tematiche più attraenti risultano essere la cultura italiana e ungherese (presumibilmente le somiglianze e i contrasti tra gli idiomi) e le opportunità di lavoro con la lingua italiana: è evidente che gli studenti del Csokonai ripongono una certa fiducia nel proprio percorso di studio e sulla possibilità di utilizzare la lingua italiana in ambito professionale. Da tenere in seria considerazione è una tematica come il tempo libero, di per sé molto variegata, di primissimo interesse per i giovani del Csokonai, sempre alla ricerca di cose nuove da provare e sperimentare.

In maniera sorprendente, la vita quotidiana prevale decisamente sulla cultura  nazionale: gli studenti del Csokonai ritengono che gli eventi giornalieri a Debrecen siano di gran lunga più interessanti delle tematiche culturali, una vera sorpresa per una città di 200 mila abitanti!

Anche le domande a risposta aperta confermano quanto ribadito: Debrecen chiama Italia è un sito attraente, non ha molte cose da migliorare dal punto dei vista dei contenuti, probabilmente gli studenti lo vorrebbero ancora più interattivo, addirittura una fonte di contatto privilegiato con gli italiani (servizio per accoglierli gratuitamente quando sono in viaggio), che non trascuri il mondo dello sport e quello della scuola, entrambi parte integrante della vita quotidiana di tantissimi giovani ungheresi.

Federico Preziosi

Olaszországi élményem

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2016. február 9 és 14-e között egy kommunikációs tréningen vettem részt Olaszországban. 11 országból voltak résztvevők, mindnyájan valamilyen kapcsolatban állunk az ifjúságsegítéssel. A tréning célja az volt, hogy olyan tudással vértezzük fel magunkat, amelyet itthon tovább tudunk adni a fiataloknak, mellyel segítjük elhelyezkedésüket a munkaerő piacon. Fontos szerepet játszott a kommunikáció fejlesztése, a csapatmunka, flexibilitás. Részt vettünk egy konferencián Genovában, ahol betekintést nyerhettünk a genovai nem formális oktatásba, illetve megoszthattuk tapasztalatainkat a saját országunkkal kapcsolatban. Azon kívül, hogy rengeteg tudást szereztem, megismerkedtem sok emberrel, akikkel szoros barátság alakult ki, így a későbbiekben közös projektek során számíthatunk egymásra. Ha öt szóval kellene jellemeznem ezt a hetet, akkor elsőnek a kávét mondanám – mert az olasz kávéból természetesen sosem elég J – másodiknak a barátságot, harmadiknak a jókedvet, negyediknek az aktivitást, és ötödiknek pedig azt, hogy Olaszország, mert ez számomra mindent magába foglal: kedves, mosolygós emberek, gyönyörű kilátás, sikátorok, olasz ételek.

Ágnes Káplár

Éljen Kolumbusz!

1492.október 12-e van , amikor a genovai utazó felfedezi az “Új Világot” (véletlenül, mind ismerjük a történetet). Nem Indiát találta meg Kolumbusz, de – szerencsénkre – Amerikát, ami amúgy is egy nagyon gazdag termőföld és amiről a felfedezést követő szállítmányokból a mi régi kontinensünkre is érkeznek különböző fajta gyümölcsök és zöldségek. Melyek a legismertebbek? Európa számára fontos zöldségek: bab, kukorica, krumpli, tök, paprika és paradicsom. Ráadásul még jött hozzá az ananász, a kakaó, kaktusz füge és a mogyoró.

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Ezt a paradicsomot meg lehet enni?

Európában mégis évek teltek el, míg végre megértették ezeknek a felfedezéseknek a helyes használatát. Például a paradicsomot, aminek a magját használták először, mérgezőnek találták és csak dísznövénynek használták a parkokban. Hasonló sors jutott a krumplinak is, amit a kontinens első évszázadaiban csak állatok etetésére használtak. Csak később értek az európai házakba és konyhákba.
Nagy sikere lett a kukoricának, amit szintén Kolumbusz fedezett fel Kubában. Rögtön népszerű lett a spanyoloknál és a portugáloknál, ebből készítettek lisztet. A bab is gyorsan elterjedt, nagy részben a kertben termesztették és nagyon egészséges volt. Másik fajtáját ismerték az antik rómaiak és görögök is (ma már azt a fajtát nem lelhetjük fel).

Miket szállítottak be az európaiak Amerikába?
A gyümölcs és zöldég visszafelé is utazott. Kolumbusz felfedezése után az európai hajósok vittek az új kontinensre különböző ételeket. Így történt, hogy az amerikaiak megismerték a spárgát, az uborkát, az articsókát, a káposztát és a zellert. A gyümölcsöket, mint például a gránátalma, a szeder és a körte. A spanyol és francia kolóniák például bevezették az 1600-as években az articsókát Észak-Amerikában, Kaliforniában. Megérkezett a bogáncs is, ami gyomnövény lett, mert mivel nem volt hozzászokva az új körülményekhez (talaj), elárasztott mindent, nem értették hogyan kell művelni (termeszteni).
Külön kell beszélnünk a cukkiniről, amik tökféle. Amerikában felfedezték, majd az 1900 – as évek emigránsai átvitték magukkal az “Új Világba”. Végül itt van a spárga, ami a mediterrán partokon született és nőtt, mígnem Dél – Amerikában Peru vált a legnagyobb spárga termés beszállítójává a világon.

Róza Telepóczki

SVE in Ungheria in media e comunicazione

Dove: Debrecen, Ungheria
Chi: 1 volontario/a tra i 18 e i 30 anni
Durata: 12 mesi, da marzo 2016 a febbraio 2017
Organizzazione ospitante: Hang-Kep Egyesulet
Deadline: prima possibile

art-194753_640Servizio Volontario Europeo a Debrecen, in Ungheria, con un programma volto allo sviluppo locale attraverso media e comunicazione, un ottimo progetto che si rinnova sulla scorta del lavoro profuso negli anni precedenti dall’associazione ungherese Hang-Kep.

Il/La volontario/a parteciperà attivamente ai corsi di formazione in comunicazione che vengono organizzati per studenti delle scuole superiori, studenti universitari e altri operatori giovanili. Oltre a vari programmi (team building, formazione discorso pubblico, corsi di fotografia) il/la volontario/a sarà coinvolto/a in team d’azione di giovani che saranno formate insieme ai giovani locali (al fine di occuparsi di diversi problemi ad altri giovani e ai membri del comunità locale con finalità diverse). Queste azioni includono anche la promozione dello SVE in sé, su cui si farà affidamento sull’esperienza in corso dei volontari. Le attività e la loro realizzazione saranno concordate dai partecipanti (volontari SVE e giovani locali): questi potranno fare filmati, animazioni, campagne di comunicazione, concorsi di progettazione ecc. Il/La volontario/a lavorerà inoltre con i membri dell’associazione e altri volontari SVE provenienti da altre organizzazioni in programmi televisivi (facendo interviste, editing, registrazioni, raccolta di informazioni ecc) e producendo video sulle attività giovanili. Al fine di portare avanti queste attività, i volontari saranno aiutati a sviluppare quelle abilità tecniche necessarie per lo svolgimento del progetto (creazione di un’immagine per uno show televisivo, la modifica di spot televisivi, produzione di interviste e report, jingles, animazioni ecc.).

Al/Alla volontario/a non si richiede alcuna precedente esperienza in questo campo, ma sarà un vantaggio l’abilità per il disegno e la passione per la fotografia. Ci saranno 4 volontari SVE in questa organizzazione durante questo periodo, tutti provenienti da diversi paesi. Essi saranno inseriti in 2 diversi alloggi. Il volontario condividerà una camera da letto con un altro volontario dello stesso sesso.

Candidarsi è facile, basta compilare il form presente cliccando qui.

 

Le leggende del cervo magico e del Turul

Quando i magiari si stabilirono nella regione della Pannonia si diffusero alcune leggende su questo avvenimento storico. Le più celebri sono certamente quella dell’uccello Turul e quella del cervo magico. Una cosa è certa, alcuni unni sono arrivati nella “terra promessa” partendo dall’Asia per poi raggiungere il bacino dei Carpazi.

La leggenda del cervo magico.
Secondo quanto si tramanda, Hunor e Magor, due fratelli figli del sovrano Nimròd (da loro derivano i popoli degli hunni e dei magiari), durante una battuta di caccia videro un cervo bellissimo e si misero subito a inseguirlo, accompagnati da cento cavalieri. Ma il cervo era più furbo e non si faceva prendere. Per sette giorni ogni mattina, quando il sole sorgerva, Hunor e Magor inseguirono l’animale magico per catturarlo, ma senza successo; e ogni sera il cervo spariva nei boschi lasciando i cacciatori stanchi e delusissimi.

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Il settimo giorno i due fratelli, inseguendo il cervo, si trovarono in un paese magnifico con l’erba alta, il terreno fertile e tantissimi animali. Entusiasti tornarono dal padre, il quale diede loro il permesso di trasferirsi in questa terra meravigliosa e far pascolare la loro mandria.

Dopo un po’ di tempo, durante un giorno di caccia, i due fratelli trovandosi vicino a una cascata videro un gruppo di fanciulle bellissime. Si avvicinarono in silenzio e ne rapirono due, le misero sul cavallo e corsero via. Hunor e Magor non solo presero le due ragazze più belle, ma queste erano addirittura le figlie del sovrano di un regno confinante. I due fratelli le calmarono con parole belle e gentili e le fanciulle furono contente di conoscere i due principi dei quali si sono innamorarono. Così Hunor e Magor sposarono le due bellissime principesse da cui nacquero due stirpi.

Nonostante questo, con il passare degli anni, le popolazioni dei rispettivi regni aumentavano e il territorio non fu più sufficientemente grande per tutti, per questo gli abitanti furono costretti a migrare. I discendenti di Hunor, gli unni, andarono alla conquista di nuovi territori guidati da Attila. Essi arrivarono per primi in Pannonia, ma il prode guerriero la lasciò in eredità ai loro fratelli magiari. Cosí racconta la leggenda a proposito dei magiari che si stanziarono in Ungheria.

La leggenda del Turul
Secondo un’altra leggenda, nel 819 d.C, nel sogno di Emese, moglie di Re Magóg e sovrana del popolo magiaro, si presentò un volatile, un Turul (un uccello mitologico, presumibilmente un astore o un’aquila), annunciando che il figlio della coppia sarebbe stato un sovrano ancora più grande del padre e, a sua volta, i suoi discendenti sarebbero stati ancora più potenti del futuro regnante. Cosí si sarebbe creata una dinastia forte, temuta e rispettata. Il figlio venne così chiamato Álmos (sognato) segno di gratitudine per l’annuncio del sogno.

Successivamente, il Turul, apparì nei sogni di Re Magóg, ma la sua premonizione fu diversa. Secondo la visione, enormi aquile avrebbero assalito le mandrie degli ungheresi, sbranandole. I cavalieri provarono a salvare tutto il possibile ma con scarso successo. Allora arrivò il Turul e ammazzò uno degli uccelli predatori. Vedendo questo, le altre aquile scapparono.
Dopo questo terribile episodio, i magiari decisero di seguire i loro fratelli unni, sperando di trovare la “terra promessa”. Sfortunatamente decisero di seguire le aquile, smarrendo la strada. In quel momento venne di nuovo in loro soccorso il Turul che guidò il popolo sulla strada giusta.

Dopo questo sogno, il giorno successivo, tra le mandrie dei magiari si scatenò il putiferio: le bestie cominciarono a uccidersi tra loro, così gli avvoltoi ne approfittarono per cibarsi delle carcsse degli animali morti, quando improvvisamente arrivó un Turul che uccise uno degli avvoltoi. Il sovrano, rivivendo il proprio sogno, capì che doveva seguire il volatile. Quindi chiamò a raccolta tutti i sui uomini e insieme partirono verso la “terra promessa”. Si accampavano ogni sera laddove videro il Tucul sparire, fino al giorno in cui non si presentò più dinanzi ai loro occhi. Quel giorno erano giunti nel bacino dei Carpazi e Álmos ormai era molto anziano. Il suo posto venne preso da suo figlio, Árpád, che regnò sui magiari a capo di una dinastia forte e rispettata.

Lili Telepóczki

L’erba di San Ladislao

magyarsag-viragaiSecondo una leggenda, Re Ladislao sarebbe stato molto più grande dei suoi soldati. Durante i combattimenti sarebbe stato coraggioso come un leone, mentre in tempo di pace sarebbe stato mite come un pastore.

Quando la peste ha distrutto tutto durante l’XI secolo, la gente avrebbe chiesto aiuto, così Ladislao ha pregato Dio, il quale gli avrebbe parlato in sogno attraverso un angelo, che ha detto: «Prendi il tuo arco, va davanti alla tua tenda e tira una freccia senza prendere la mira, lei ti mostrerà che cosa devi fare».
Ladislao, preso il suo arco, avrebbe colpito una pianta di genziana il cui olio avrebbe salvato la gente dalla peste e da allora è stata chiamata l’erba di San Ladislao.

Vince Pál

La stagione 2015-2016 al teatro Csokonai di Debrecen

Che c’é di bello da vedere quest’anno al Teatro Csokonai di Debrecen? Per conoscere meglio questa stagione teatrale 2015-2016, ecco una breve descrizione degli spettacoli!

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Se vi piacciono i gialli classici con segreti famigliari non possiamo omettere lo spettacolo Otto Donne, una commedia sui processi criminali di Robert Thomas, dove in una villa di provincia francese ci sono otto donne, di tre diverse generazioni, tre impiegate e solo un uomo, il padre. Gli abitanti aspettano il Natale, ma un giorno il padre viene trovato accoltellato. Non c’é nessun detective, ma il colpevole si trova tra le donne. Raccontata così, questa storia, potrebbe sembrare un dramma ma, nel corso dell’indagine, possiamo conoscere il mistero dell’animo femminile in modo molto divertente!

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Nello spettacolo Camille possiamo conoscere una scultrice dalla sorte tragica, la cui esistenza è piena di passione, pazzia e naturalmente arte. Purtroppo una relazione finita male con un altro scultore di talento, Auguste Rodin, la porta in un manicomio.

Grazie alla storia di uno dei capolavori di Magda Szabó, ci viene insegnato che adempiere alle aspettative sociali è completamente diverso dal vivere una vita vera. La Porta è la storia dell’amicizia tra una governante ed una scrittrice, del loro mondo interno e la paura del confronto. Tutto può essere chiuso da una porta, ma per noi spettatori essa si apre sempre di più e, con il flusso di emozioni, la storia diventa sempre più vivace.

Porto il fuoco è una storia di una sorte tragica di un attore, Imre Soós, che veniva da famiglia di contadini poveri. Fu cosí talentuoso che ricevuto il premio Jászai Mari quando ebbe 24 anni. Dopo il grande successo in innumerevoli ruoli, la sua vita è finita in tragedia. Il dramma di Miklós Hubay presenta una società disumana, piena di interesse e ingiustizia.

Chi non conosce la bellissima storia della coppia di amanti Romeo e Giulietta? In questa storia d’amore di William Shakespeare, tra due giovani provenienti da diverse famiglie nemiche, l’amore è possibile soltanto in segreto. Quest’anno gli spettatori hanno la possibilità di vedere anche questa tragedia classica, ma in una versione per bambini bambini, intitolata I Topi. La storia si svolge in un caseificio dove due topi che provengono da famiglie tra loro avverse (ossia i topi con i peli grigi e quelli con i peli bianchi) si innamorano. La favola è emozionate, piena di avventura ed intermezzi musicali.

La principessa Rézi è una ragazza molto sfortunata perché per sposarsi deve trovare un pretendente che sappia nascondersi. Purtroppo lei è capace di trovare tutti i principi che la vorrebbero in moglie! Per questa ragione non trova un pretendente, nessuno sa nascondersi così bene da superare la prova. Il problema sembra piuttosto serio: la coppia reale non riesce a dare in sposa Rézi. La storia, La Principessa Che Vede Tutto, è tratta da una fiaba popolare sassone-ungherese istruttiva che parla di orgoglio, amore e coraggio.

Nella storia de La Vedova Karnyóné Ed I Due Sventati la protagonista della commedia musicale è una moglie di un commerciante ricco. La donna pensa che lei stessa sia già una vedova perché non sente niente per suo marito da più di due anni. Tipptopp e Lipitlotty, i due pretendenti della “presunta” vedova, sono capaci di ricorrere a qualunque trucco, anche se pericoloso: infatti la fine della storia potrebbe sembrare una targedia.

Orlando è un fantasy in costume. Il protagonista, Orlando,  ha 350 anni e invecchia molto lentamente. La storia comincia al tempo della dominazione del Prima Regina Elisabetta e finisce nel secolo XIX. La particolarità della vita di Orlando (sempre alla ricerca delle questioni fondamentali della vita e della realizzazione personale) sta nel suo rinascere sempre, prima o dopo un viaggio, psicologico o geografico che sia.

Nel secolo XVIII, visse un giovane scienziato di talento, István Hatvani, che imparò teologia e medicina e per giunta insegnò al Collegio Riformato di Debrecen, nel dipartimento di chimica, matematica e fisica. In base ai suoi ultimi esperimenti, molta gente pensava che lui fosse un mago. Lui stesso fu circondato da malelingue che lo accusavano di stregoneria e di essere in contatto con il diavolo. Secondo la leggenda popolare, Hatvani aveva stipulato un contatto con Mefisto per vendendo la sua anima per i propri scopi.
In questo spettacolo, Il Faust Ungherese, gli spettatori potranno vedere angeli, streghe, spettri, segreti misteriosi tra il cielo ed l’inferno. Alcune di queste creature si trovano anche in Csongor e Tünde, tratto dall’omonimo poema drammatico di Mihály Vörösmarty sul senso della vita, dove due innamorati si cercano attraverso il mondo celeste e terreno.

A magyar Faust

Dopo la rivoluzione ungherese del 1956, molta gente è fuggita in America a causa di problemi con la politica locale. Miklós Fenyő si lascia influenzare dal rock&roll americano e quando torna a casa fonda una band. Il musical Made in Hungaria tratta della vita dei giovani ungheresi negli anni sessanta e della carriera di Miklós Fenyő. Questo rappresenta sicuramente il musical-hall píù popolare degli ultimi anni perché è pieno di canzonette, come per esempio Csókkirály, Csavard fel a szőnyeget, Amerika hangja, conosciute ed amate da molte generazioni ungheresi.

Földes László Hobo é un cantante blues che, tra l’altro, si occupa del rapporto tra letteratura e musica. Il Cavaliere Ungherese è uno spettacolo musicale con poesie cantate e in prose di Mihály Vitéz Csokonai. Con l’accompagnamento musicale di un quartetto d’archi gli spettatori possono vivere emozioni d’amore e umilità a sfondo patriottico.

In questa stagione ritroviamo ancora alcune opere liriche come La Traviata o L’Elisir d’Amore di Giuseppe Verdi trasmesse dal Teatro Globe di Londra, e inoltre verranno presentati altri drammi contemporanei grazie al Festival Deszka che, come ogni anno, si terrà in primavera.

Donizetti

Viola Barta