Campo di lavoro in Italia per il Lago Film Fest

Un campo di lavoro estivo ed esaltante all’insegna del cinema, della musica indipendente e della cultura da socializzare e condividere.

Destinatari: volontari/e (18+)
Dove: Lago di Revine Lago (TV)
Durata: 18 giorni circa 
Chi: Lago Film Fest in collaborazione con Associazione di promozione sociale Joint
Deadline: iscrizioni entro il 30 maggio 2016

proiezione campo di lavoroCampo di lavoro in Italia in occasione del Lago Film Fest, un appuntamento di nove giorni sotto le stelle e sulle rive di Lago di Revine Lago (TV) dove incontri, video, workshop, arte e musica calamitano ogni anno migliaia di visitatori. 200 ore di festival, corti provenienti a 85 diversi paesi del mondo, 80 pagine di magazine di approfondimento, registi e ospiti illustri da ogni parte del mondo tutto coordinato da 150 volontari.

Questo campo di lavoro si terrà dal 22 al 30 luglio 2016

Il concept di LFF si basa sul trasformare un’area geografica decentrata in un open space creativo in perfetta armonia con l’ambiente al fine di valorizzare gli aspetti naturalistici e culturali del territorio. Diversi sono i ruoli che si possono occupare all’interno del festival, in particolare si richiedono:
  • tecnici/addetti alla proiezione dei video;
  • ufficio stampa;
  • grafici;
  • personale addetto all’accoglienza.

I partecipanti non devono avere formazione o qualifiche particolari, ma buona volontà sostenendo un brevissimo corso di orientamento, voglia di condividere e di vivere un’avventura all’insegna della cultura e del divertimento nel pieno spirito dell’evento. Si consiglia vivamente di avere una buona conoscenza dell’inglese, in quanto il Film Fest ospiterà volontari provenienti da vari paesi.
I volontari alloggeranno in camere condivise con altri volontari tipo ostello e il cibo verrà offerto dall’ente organizzatore. È necessario portare con sé sacchi a pelo, lenzuola, asciugamani e, ovviamente, un costume da bagno! Si rende noto, inoltre, che per motivi organizzativi e logistici, i volontari saranno tenuti ad arrivare in loco qualche giorno prima e lasciare il campo intorno al 1-2 agosto. 

Per partecipare e conoscere altre informazioni, visita questa pagina.

Associazioni. Intervista a János Balega, KÖZ-Pont Ifjúsági Egyesület

János Balega è il leader di una delle associazioni giovanili più grandi di Debrecen e non solo. Il KÖZ-Pont Ifjúsági Egyesület (Associazione Centro Pubblico Giovanile) in pochi anni ha esteso il suo raggio d’azione in varie province ungheresi ed oggi rappresenta una realtà radicata e consolidata in ben tre città offrendo numerose opportunità per i giovani locali ed europei.

János Balega

János Balega

Chi è János in poche parole?

Un insegnante, un leader, un viaggiatore, un conoscitore, una persona cosciente delle proprie capacità, che crede nella famiglia e ama Debrecen.

Da quanti anni sei il Presidente di questa associazione?

Da circa 6 anni. Sono stato tra i fondatori del KÖZ-Pont nel 2001: inizialmente mi sono ritagliato un ruolo che stava a metà strada tra il volontario e il team member e sono stato di grande aiuto per i presidenti che mi hanno preceduto, tre magnifiche donne. Nel 2006 abbiamo cominciato ad espandere l’organizzazione e molti tra i membri ritenevano che avrei dovuto ricoprire il ruolo di leader. Ho sempre pensato che fosse una cattiva idea, ma a volte la democrazia gioca brutti scherzi: i membri dell’organizzazione, riunitisi in assemblea, hanno votato scegliendomi come loro Presidente e, dunque, eccomi qua!

Che cosa rappresenta il KÖZ-Pont per te?

La nostra missione include due parole chiave: luogo ed opportunità, da intendersi, secondo la mia personale opinione come luogo ed opportunità per i giovani. Dunque il KÖZ-Pont  è un luogo dove i ragazzi possono conversare, giocare a ping pong, festeggiare il compleanno oppure esprimere liberamente se stessi. Al tempo stesso offre delle opportunità: il Servizio Volontario Europeo, lavori artigianali, eventi sportivi e tante altre cose. In questo modo i giovani possono imparare determinati valori come la tolleranza, il lavoro in team, la solidarietà e diventare essi stessi esempi per altri ragazzi. E’ un lavoro che richiede molta costanza, un cerchio senza fine.

Parlaci della storia e dell’evoluzione del KÖZ-Pont.

Come ho già detto l’associazione è stata fondata nel 2001. In origine si trattava di un’organizzazione per studenti che aveva lo scopo di informare i giovani. Dalla fine del 2003 abbiamo cominciato ad organizzare eventi sportivi per gli studenti liceali di Debrecen. Successivamente, grazie al supporto dalla Provincia di Hajdú-Bihar, abbiamo organizzato un festival giovanile estivo. Questo programma vedeva la partecipazione di giovani provenienti da 7-8 città in eventi quali concerti, mostre ed eventi sportivi. Nel 2008 in occasione della Settimana Nazionale dello Studente di Nyíregyháza abbiamo stretto una partnership con la Provincia di Szabolcs-Szatmár-Bereg e da allora abbiamo assunto l’attuale denominazione in quanto la nostra opera si era estesa oltre i confini dell’Hajdú-Bihar. L’organizzazione ha cominciato a crescere fino ad aprire una sede a Debrecen nello stesso anno, una a Nyíregyháza nel 2011 e un’altra a Szolnok nel 2014. Per quanto riguarda i nostri progetti europei, cioè quelli che in questo momento costituiscono il maggiore punto di interesse per l’associazione, abbiamo cominciato nel 2004, ma solo nel 2011 abbiamo preso parte al programma Youth in Action.

Qual è lo scopo dell’associazione?

Fornire un supporto concreto per i giovani dai 10 ai 30 anni attraverso attività, programmi e corsi di formazione in modo che possano migliorare le proprie competenze sociali e professionali.

Una delle attività principali nella vostra organizzazione è il Servizio Volontario Europeo. Perché consideri questo programma cruciale per il KÖZ-Pont?

La cosa più importante, secondo me, non è tanto il progetto in sé, quanto l’apertura per le culture e le lingue. Lo SVE rappresenta un’ottima opportunità non solo per i volontari, ma per tutti quelli che con essi vengono a contatto, pertanto è un’ottima chance per rinnovare l’insegnamento e l’apprendimento, renderlo più attivo. Questo programma è anche motivo di crescita per i membri dell’associazione: molti ragazzi, per esempio, attraverso i ragazzi internazionali che ospitiamo periodicamente, sono motivati ad imparare l’inglese e viceversa anche i volontari meno preparati dal punto di vista linguistico possono migliorare le proprie competenze attraverso alcuni dei nostri ragazzi che collaborano con noi. Inoltre i volontari portano una ventata di freschezza e di apertura! I ragazzi ungheresi sono solitamente un po’ timidi, ma quando un volontario è aperto ed ha un buon impatto sull’ambiente, allora gli ungheresi si lasciano conquistare e si aprono accantonando la propria timidezza.

Ricordi qualche progetto SVE particolarmente riuscito?

Porterò sempre nel cuore il primo progetto SVE realizzato nel 2009. Abbiamo realizzato un libro, intitolato “Culture Shop”. La qualità era piuttosto buona e il lavoro fatto è stato eccellente. Questo progetto consisteva praticamente nel raccontare 20 storie di volontariato europeo (10 scritte da ungheresi e le restanti dai volontari internazionali) allo scopo di raccogliere testimonianze circa questa possibilità di istruzione non convenzionale.

Perché i giovani dovrebbero fare questa esperienza, secondo te?

Principalmente per conoscere altre culture e paesi, poi per viaggiare e imparare nuove lingue. Può essere un’ottima opportunità dopo aver concluso gli studi oppure subito dopo la fine della scuola in quanto è lo SVE stesso ad essere una scuola di vita attraverso cui si possono apprendere cose di natura pratica che certamente torneranno molto utili nel corso della vita.

Alcuni volontari durante un evento organizzato dal KÖZ-Pont

Alcuni volontari durante un evento organizzato dal KÖZ-Pont


Perché gli italiani dovrebbero provare un’esperienza del genere proprio a Debrecen?

Perché a noi ungheresi piace la pizza esattamente come piace agli italiani anche se quelle ungheresi sono diverse. Suggerisco a tutti gli italiani di venire qui per provare la gustosissima Pizza Hawaii [ride]! Scherzi a parte, credo che gli italiani amino il cibo e la musica e che abbiano un approccio rilassato alla vita: in un certo senso siamo simili. Inoltre ci sono molti studenti qui a Debrecen che imparano la lingua italiana e lo SVE può essere una buona occasione per diffondere la cultura italiana in Ungheria. Infine Debrecen non è molto grande, ma offre comunque molte opportunità di divertimento e tantissimi accessi a vari servizi. La città è anche situata in una posizione strategica per chi ama viaggiare: da Debrecen ci sono molti collegamenti per raggiungere facilmente altre importanti città europee, tutti possono apprezzare la comodità di spostarsi e visitare luoghi sempre nuovi, non solo nei paesi vicini: infatti Debrecen è dotata anche di un aeroporto internazionale con collegamenti importanti come Londra e Milano. Inoltre ci sono anche moltissimi studenti internazionali, tra cui alcuni italiani che hanno scelto di continuare il proprio ciclo di studi all’Università di Debrecen.

E perché gli italiani dovrebbero svolgere questo servizio proprio al KÖZ-Pont?

Credo che la nostra associazione abbia un approccio al lavoro molto aperto e lo testimonia la quantità di volontari che ospitiamo ogni anno. Ritengo che l’apertura sia una qualità molto importante per un’associazione come la nostra. Inoltre credo che l’apertura della mentalità italiana sia un valore anche per i nostri progetti e che i volontari locali e i membri del KÖZ-Pont possano imparare molto da voi.

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