Zsuzsa Koncz – Miszter Alkohol

Ó, miszter Alkohol, hát itt vagy már megint,
Hisz érthetően megmondtam,
Már köztünk semmi nincs!
Nekem már ne ígérd, hogy megváltozol,
Bánatomra, szép fiú,
Ismerlek már jól.
Mert néha jó veled, ezt nem tagadhatom,
De addig-addig hízelegsz,
Míg nem tudom, hogy mit teszek.
Ó, miszter Alkohol, neked hinni nem tudok,
S csak néha-néha lesz az úgy,
Hogy rád gondolok.
Ó, miszter Alkohol, emlékszel arra még,
Karjaidban tartottál,
És mégsem szerettél.
Rossz útra vezetted az életem,
Édes csókkal lezártad
Mind a két szemem.
Ó, nagyon szerettelek és hallgattam terád,
Minden meséd elhittem,
S mit tettél velem!
Ó, miszter Alkohol, a bajban elhagytál,
S rájöttem szép fiú,
Mennyit hazudtál.
Ó, miszter Alkohol, mindig hazudtál.________________________________________

Mister Alcol

Oh Mister Alcol, così sei di nuovo qui
tanto ti ho detto chiaramente
tra noi non c’è più niente!
Non promettermi più che sei cambiato,
per il mio dolore, bel ragazzo,
già ti conosco bene.
Perché a volte è bello con te, questo non posso negarlo,
ma fino a quando mi aduli
poi non so cosa combino.
Oh Mister Alcol, in te non riesco a credere
e solo qualche volta sarà così
che ti penserò.

Oh Mister Alcol, ti ricordi ancora quando
mi stringevi tra le tue braccia
e malgrado tutto non mi amavi,
hai portato la mia vita sulla cattiva strada
con dolci baci mi chiudevi
entrambi gli occhi.
Oh ti amavo molto e ti davo retta,
ho bevuto tutte le tue storie
e quello che mi hai fatto!
Oh Mister Alcol, mi hai lasciato nei pasticci
e ho scoperto, bel ragazzo,
quanto mi mentivi.
Oh Mister Alcol, mi mentivi sempre.

Pál Frigyes

Annunci

Max Gazzè e Niccolò Fabi – Vento d’estate

 

Nyári szellő

Hagytam elszökni a szerelmet
s pár óra múlva újra megtaláltam,
visszatért egy panasz nélkül,
és megváltozott, ahogy változik a szél.

Nyári szellő,  ahogyan ti, a tengerhez megyek,
nem vártok rám, talán elveszek.

A neve hangzására gondoltam,
arra, hogyan változik az emberek szájában
egyszerre mindenre gondoltam egy pillanatban,
megértettem, hogyan változik a szél.

Nyári szellő,  ahogyan ti, a tengerhez megyek,
nem vártok rám, talán elveszek.

Hagytam elszökni a szerelmet
s pár óra múlva újra megtaláltam,
visszatért egy panasz nélkül,
és megváltozott, ahogy változik a szél.

A neve hangzására gondoltam,
arra, hogyan változik az emberek szájában
egyszerre mindenre gondoltam egy pillanatban,
megértettem, hogyan változik a szél.

Nyári szellő,  ahogyan ti, a tengerhez megyek,
nem vártok rám, talán elveszek.

Nyári szellő,  a tengerhez megyek, a tengerhez megyek,
ne várjatok rám, elvesztem.

______________________________

Vento d’estate

Ho lasciato scappar via l’amore,
l’ho incontrato dopo poche ore,
è tornato senza mai un lamento,
è cambiato come cambia il vento.

Vento d’estate, io vado al mare voi che fate,
non mi aspettate, forse mi perdo.

Ho pensato al suono del suo nome,
a come cambia in base alle persone,
ho pensato a tutto in un momento,
ho capito come cambia il vento.

Vento d’estate, io vado al mare voi che fate,
non mi aspettate, forse mi perdo.

Ho lasciato scappar via l’amore,
l’ho incontrato dopo poche ore,
è tornato senza mai un lamento,
è cambiato come cambia il vento.

Ho pensato al suono del suo nome,
a come cambia in base alle persone,
ho pensato a tutto in un momento,
ho capito come cambia il vento.

Vento d’estate, io vado al mare voi che fate,
non mi aspettate, forse mi perdo.

Vento d’estate, io vado al mare, vado al mare,
non mi aspettate, mi sono perso.

Márton Oláh e Emese Pogány

La stagione 2015-2016 al teatro Csokonai di Debrecen

Che c’é di bello da vedere quest’anno al Teatro Csokonai di Debrecen? Per conoscere meglio questa stagione teatrale 2015-2016, ecco una breve descrizione degli spettacoli!

8 nő

Se vi piacciono i gialli classici con segreti famigliari non possiamo omettere lo spettacolo Otto Donne, una commedia sui processi criminali di Robert Thomas, dove in una villa di provincia francese ci sono otto donne, di tre diverse generazioni, tre impiegate e solo un uomo, il padre. Gli abitanti aspettano il Natale, ma un giorno il padre viene trovato accoltellato. Non c’é nessun detective, ma il colpevole si trova tra le donne. Raccontata così, questa storia, potrebbe sembrare un dramma ma, nel corso dell’indagine, possiamo conoscere il mistero dell’animo femminile in modo molto divertente!

8 nő2

Nello spettacolo Camille possiamo conoscere una scultrice dalla sorte tragica, la cui esistenza è piena di passione, pazzia e naturalmente arte. Purtroppo una relazione finita male con un altro scultore di talento, Auguste Rodin, la porta in un manicomio.

Grazie alla storia di uno dei capolavori di Magda Szabó, ci viene insegnato che adempiere alle aspettative sociali è completamente diverso dal vivere una vita vera. La Porta è la storia dell’amicizia tra una governante ed una scrittrice, del loro mondo interno e la paura del confronto. Tutto può essere chiuso da una porta, ma per noi spettatori essa si apre sempre di più e, con il flusso di emozioni, la storia diventa sempre più vivace.

Porto il fuoco è una storia di una sorte tragica di un attore, Imre Soós, che veniva da famiglia di contadini poveri. Fu cosí talentuoso che ricevuto il premio Jászai Mari quando ebbe 24 anni. Dopo il grande successo in innumerevoli ruoli, la sua vita è finita in tragedia. Il dramma di Miklós Hubay presenta una società disumana, piena di interesse e ingiustizia.

Chi non conosce la bellissima storia della coppia di amanti Romeo e Giulietta? In questa storia d’amore di William Shakespeare, tra due giovani provenienti da diverse famiglie nemiche, l’amore è possibile soltanto in segreto. Quest’anno gli spettatori hanno la possibilità di vedere anche questa tragedia classica, ma in una versione per bambini bambini, intitolata I Topi. La storia si svolge in un caseificio dove due topi che provengono da famiglie tra loro avverse (ossia i topi con i peli grigi e quelli con i peli bianchi) si innamorano. La favola è emozionate, piena di avventura ed intermezzi musicali.

La principessa Rézi è una ragazza molto sfortunata perché per sposarsi deve trovare un pretendente che sappia nascondersi. Purtroppo lei è capace di trovare tutti i principi che la vorrebbero in moglie! Per questa ragione non trova un pretendente, nessuno sa nascondersi così bene da superare la prova. Il problema sembra piuttosto serio: la coppia reale non riesce a dare in sposa Rézi. La storia, La Principessa Che Vede Tutto, è tratta da una fiaba popolare sassone-ungherese istruttiva che parla di orgoglio, amore e coraggio.

Nella storia de La Vedova Karnyóné Ed I Due Sventati la protagonista della commedia musicale è una moglie di un commerciante ricco. La donna pensa che lei stessa sia già una vedova perché non sente niente per suo marito da più di due anni. Tipptopp e Lipitlotty, i due pretendenti della “presunta” vedova, sono capaci di ricorrere a qualunque trucco, anche se pericoloso: infatti la fine della storia potrebbe sembrare una targedia.

Orlando è un fantasy in costume. Il protagonista, Orlando,  ha 350 anni e invecchia molto lentamente. La storia comincia al tempo della dominazione del Prima Regina Elisabetta e finisce nel secolo XIX. La particolarità della vita di Orlando (sempre alla ricerca delle questioni fondamentali della vita e della realizzazione personale) sta nel suo rinascere sempre, prima o dopo un viaggio, psicologico o geografico che sia.

Nel secolo XVIII, visse un giovane scienziato di talento, István Hatvani, che imparò teologia e medicina e per giunta insegnò al Collegio Riformato di Debrecen, nel dipartimento di chimica, matematica e fisica. In base ai suoi ultimi esperimenti, molta gente pensava che lui fosse un mago. Lui stesso fu circondato da malelingue che lo accusavano di stregoneria e di essere in contatto con il diavolo. Secondo la leggenda popolare, Hatvani aveva stipulato un contatto con Mefisto per vendendo la sua anima per i propri scopi.
In questo spettacolo, Il Faust Ungherese, gli spettatori potranno vedere angeli, streghe, spettri, segreti misteriosi tra il cielo ed l’inferno. Alcune di queste creature si trovano anche in Csongor e Tünde, tratto dall’omonimo poema drammatico di Mihály Vörösmarty sul senso della vita, dove due innamorati si cercano attraverso il mondo celeste e terreno.

A magyar Faust

Dopo la rivoluzione ungherese del 1956, molta gente è fuggita in America a causa di problemi con la politica locale. Miklós Fenyő si lascia influenzare dal rock&roll americano e quando torna a casa fonda una band. Il musical Made in Hungaria tratta della vita dei giovani ungheresi negli anni sessanta e della carriera di Miklós Fenyő. Questo rappresenta sicuramente il musical-hall píù popolare degli ultimi anni perché è pieno di canzonette, come per esempio Csókkirály, Csavard fel a szőnyeget, Amerika hangja, conosciute ed amate da molte generazioni ungheresi.

Földes László Hobo é un cantante blues che, tra l’altro, si occupa del rapporto tra letteratura e musica. Il Cavaliere Ungherese è uno spettacolo musicale con poesie cantate e in prose di Mihály Vitéz Csokonai. Con l’accompagnamento musicale di un quartetto d’archi gli spettatori possono vivere emozioni d’amore e umilità a sfondo patriottico.

In questa stagione ritroviamo ancora alcune opere liriche come La Traviata o L’Elisir d’Amore di Giuseppe Verdi trasmesse dal Teatro Globe di Londra, e inoltre verranno presentati altri drammi contemporanei grazie al Festival Deszka che, come ogni anno, si terrà in primavera.

Donizetti

Viola Barta

Európa Kiadó – Romolj Meg (traduzione)

Romolj Meg

Korbácsolj fel! Kényeztess el!
Jöjjön, aminek jönnie kell,
Ami most van, elmúlt rég,
Rombold le lágyan az emlékét,
Alattunk morajlik a város
Kicsi és jelentéktelen,
Nem tudom, hogy mire várok,
De ha meglátom, felismerem.

Romolj meg, ostromolj meg,
Szelíden, szépen és halkan,
Romolj meg, ostromolj meg,
Nagyon durván és nagyon lassan…

Hiába élni a szakadék szélén,
Kezdjük a végén! Kezdjük a végén!
Sikíts, karmolj, remeg a testem.
Repülni szeretnék, de az ágyamon fekszem.

Romolj meg, ostromolj meg,
Szelíden, szépen és halkan,
Romolj meg, ostromolj meg,
Nagyon durván és nagyon lassan…

Választani túl késő,
Már semmire nincs idő.
A jövő előttünk romokban hever,
És ha nem akarjuk, nem jön el,
Van aki félig és van aki végig,
Jól tudom, ez nem álom,
Van aki félig és van aki végig,
Annyi életem van, ahány halálom…

Romolj meg, ostromolj meg,
Szelíden, szépen és halkan,
Romolj meg, ostromolj meg,
Nagyon durvan és nagyon lassan…


Deturpami

Scuotimi! Viziami!
Accada ciò che deve accadere,
Quello che resta ora è morto e sepolto,
Dolcemente sfasciane il ricordo.
Sotto di noi la città mormora
Piccola e insignificante,
Non so che cosa sto aspettando,
Ma se lo vedrò lo riconoscerò.

Deturpami, mettimi sotto assedio,
Gentilmente, con garbo e sotto voce,
Deturpami, mettimi sotto assedio
Senza fretta e con molta asprezza.

Invano è vivere sull’orlo del crepaccio,
Cominciamo dalla fine, cominciamo dalla fine.
Urla, graffia, il corpo mio trema,
Mi piacerebbe volare, ma me ne sto steso sul mio letto.

Deturpami, mettimi sotto assedio,
Gentilmente, con garbo e sotto voce,
Deturpami, mettimi sotto assedio
Senza fretta e con molta asprezza.

E’ troppo tardi per scegliere,
Oramai non c’è più tempo per nulla,
Il futuro giace in rovina davanti a noi
E se non lo volessimo, non accadrebbe.
C’è chi è a metà, c’è chi va fino in fondo,
Lo so bene, questo non è un sogno.
C’è chi è a metà, c’è chi va fino in fondo,
Tante sono le mie vite quanto le mie morti.

Deturpami, mettimi sotto assedio,
Gentilmente, con garbo e sotto voce,
Deturpami, mettimi sotto assedio
Senza fretta e con molta asprezza.

Bozo

Bozo

Bozo

Questa band nasce a Balatonboglár nel 2006 dall’idea di due fratelli, Gyula e Gergely Szabò. I due, fin da piccoli, non si accontentano di semplici giocattoli, ma cercano il divertimento attraverso gli strumenti musicali iniziando così a suonare e comporre canzoni. Gergely è mancino e suona il basso, un Fender Precision a quattro corde. Il suo stile è influenzato da una vena punk all’antica che guarda ai “Ramones”. Gyula è destro, canta e suona la chitarra, una Fender Jaguar a sei corde, ma la gente che lo conosce sa bene che a lui piace sempre cambiare chitarra sul palco, a seconda dalle canzoni che suona. Il suo modo di suonare ha una verve che vira maggiormente sul grunge, ma al tempo stesso surf rock. Inoltre una delle band che ha ispirato il sound dei Bozo sono i Nirvana. Durante il loro cammino trovano la grinta del batterista Krisztián Teknyős che ha imparato a suonare la batteria in una scuola di musica, senza la quale, come egli stesso ha affermato, non sarebbe stato capace di suonare così come oggi sa fare. Anche lui viene influenzato da varie band che vanno dai Ramones ai Nirvana completando così il sound della band. I tre insieme decidono di iniziare a fare delle jam session e dopo un paio di prove creano i primi arrangiamenti. Decidono così di dare un nome al progetto,  DuckTape, ottenendo un sound punk rock dalle sfumature British. Dopo pochi anni però decidono di dare una svolta alla band, abbandonano l’inglese in favore della propria lingua madre: Gyula inizia a scrivere testi in ungherese e la sua voce, con la naturale propensione ad esprimersi in una lingua più familiare, segna un passo in avanti nell’evoluzione della band. I Bozo si lasciano inoltre influenzare da una moltitudine di altri gruppi, seguendo una scia più stoner/grunge influenzata dalle seguenti band: Bloodhound Gang, Queens Of The Stone Age, Nirvana, Kispál és a Borz. Il pubblico apprezza la svolta ed è in questo momento che la band inizia ad essere seguita da più follower con il susseguirsi di molti festival e collaborazioni con altre band e artisti come “The Punch/Néhai Barany”. Vincono importanti premi e si fanno conoscere bene anche a Budapest, dove i tre vivono anche grazie a diversi impieghi diversi. Hanno una sala prove nella sede di KeletiBlokk, un centro musicale dedicato ad artisti di qualsiasi genere. Nel 2013 dopo varie demo ed ep, esce il loro primo album, Hullàm, formato da 11 tracce con una durata di 35 minuti.
Dicono che la loro principale fonte di ispirazione nella loro musica siano loro stessi, esprimendo quel che sono e la gioia del suonare.

Penso che questa band, soprattutto dal vivo, comunichi tante cose ed è molto strano che io riesca a provare certe emozioni pur non conoscendo bene l’ungherese. I Bozo sono miei carissimi amici, possiamo dire fratelli. Se sono in Ungheria è grazie alla nostra solida amicizia. Ho avuto, inoltre, il piacere di suonare con loro in vari fesztival: il più significativo per me, quello che non dimenticherò è il festival di Taliándörögd nel 2014.

Vincenzo e i Bozo

Vincenzo e i Bozo

Vincenzo Pellecchia

https://www.facebook.com/nuklearismokus?fref=tshttps://www.youtube.com/user/BOZOfficial 

Un italiano al Campus Fesztivál

Campus Festival 2015

Mi chiamo Vincenzo Pellecchia, vengo da Frattamaggiore in provincia di Napoli e sono volontario SVE presso il KÖZ-Pont Ifjúsági Egyesület di Debrecen. In qualità di collaboratore di Debrecen Chiama Italia ho deciso di scrivere la mia esperienza al Campus Fesztivál, l’evento musicale più grande della città. Sabato 25 luglio, finalmente in pausa dal lavoro, mi chiedevo cosa fare del weekend, quando la mia ragazza ha avuto la brillante idea di regalarmi un ticket giornaliero per il Campus Fesztivál. Non avevo mai sentito nominare prima questo evento né conoscevo le band e/o artisti che ne prendessero parte, ma è stato lo stesso bellissimo!

IMG-20150727-WA0005

Quando ho messo piede all’entrata del festival fin dall’inizio tutto sembrava magico: c’erano vari stand di associazioni e imprese che offrivano gadget in cambio di partecipazione a giochi di tipo diverso. Erano solamente le due del pomeriggio e i concerti non erano ancora cominciati, così insieme alla mia amica Sophie, ho iniziato a visitare tutta l’area campus a cui potevamo accedere, fermandoci in qualsiasi stand e collezionando oggetti d’ogni sorta in cambio di partecipazione, sempre accompagnata da un sorriso stampato in faccia considerando l’emozione della mia prima esperienza al Campus Festival di Debrecen! Dopo poche ore, si iniziava a sentire il check delle band e l’allegria saliva dentro di me a tal punto che fremevo dalla voglia di prendere il mio cellulare e controllare su internet quali band fossero più interessanti secondo i miei gusti.

Quando ho incontrato il mio amico Federico però ho deciso di lasciar perdere internet ed affidarmi a lui: conoscendo le sue preferenze musicali sapevo che mi avrebbe portato alla scoperta dei gruppi adatti ai miei gusti. Inisieme siamo andati al Telekom-Hall per esistere alla performance dei Magashegyi Underground, un gruppo rock alternativo ungherese attivo dal 2004 e molto carino. Quando la cantante, Bíborka Bocsor, ha iniziato a cantare, il mio cuore ha cominciato a tremare! Questa donna trasmette energia e passione alle persone che la guardando sul palco ed è accompagnata da una formazione di musicisti bravissimi che creano un sound maturo e professionale.

Dopo molteplici applausi, finito questo concerto siamo andati alla volta del Pepsi Stage per vedere gli Enter Shikari, un gruppo musicale britannico, tra i maggiori esponenti dell’electronicore e fautori della sua popolarità. Anche qui, steso sull’erba del campus, si ascoltava buona musica insieme agli amici volontari.

Tuttavia il massimo della felicità l’ho raggiunta quando insieme a Federico sono tornato al Telekom Hall per Zagar, gruppo headliner della scena musicale ungherese indie ed elettronica. Il loro sound si basa su elettronica, jazz e indie rock con graffi sperimentali di DJ Bootsie.

Zagar in concerto

Zagar in concerto

Ho inizato a saltare come un canguro sulle note della loro prima canzone in scaletta e mi sono fermato solamente quando tutto era finito. L’evento si è dilungato poi fino al mattino con vari Dj set in diversi stage sparsi per il Campus. Credo che la maggior parte degli amanti della buona musica si rechino spesso in quei festival più conosciuti come, ad esempio, il Sziget a Budapest, senza sapere che ce ne sono tanti altri come il Campus Fesztivál che possono dare ugualmente grandi emozioni e costituire una grande occasione di divertimento anche per chi, come me, non conosce nessuno dei gruppi in cartellone.

Vincenzo Pellecchia

Magashegyi Underground

1093775_494547553953030_655906868_o

Magashegyi Underground in un concerto nell’estate del 2014 a Debrecen

Magashegyi Underground è un gruppo rock alternativo attivo dal 2004 formato da 5 musicisti: Bíborka Bocskor (voce), Gábor Fűrész (basso), Máriusz Fodor (tastiere), Miklós Toldi (batteria), Mátyás Szepesi (chitarra).
Nati da una costola dei Kaukázus, band universitaria di Máriusz Fodor, la band ha un suono fortemente caratterizzato dalla voce della cantante Biborka Bocskor, rivelazione di un talent show all’età di 26 anni. Tuttavia è solo nel 2007 che i Magashegyi Underground raggiungono il successo con il disco Szeplős Váll.

La band prodotto altri 5 album in studio: Ezer Erdő, Tegnapután, Ezer város, Szívtakarítás e Ragyogás.

Le canzoni più importanti sono sicuramente Rázzál fel, che chiude spesso i loro concerti,

Álmatlanság, probabilmente la più conosciuta,

Rongyolódó, uno cavallo di battaglia per i vecchi fan!

Ai giovani ungheresi piace molto questa band perché ha un suono dinamico, allegro e colorato. Se non la conoscete, venite al Campus Fesztivál per il prossimo concerto in città!

Barbara Balázs e Gwendolin Kovács

Gli scoppiettanti Kowalsky Meg a Vega!

Il cantante Kowalsky Balázs ha fondato un gruppo nel 1999 ed è tuttora in attività. Il suo nome è Kowalsky Meg a Vega ed è formato da cinque membri: oltre a Kowa (così si fa chiamare Balázs) ci sono Jimmy al basso, Sóder alle percussioni, Carlos alla chitarra. La band ha pubblicato il primo disco col nome di Forradalmi Egylet (L’Associazione Rivoluzionaria) nel marzo del 2013 realizzando il video musicale di Ami fontos (Ciò che è importante).

Il settimo album in studio della band, Még nem éden (Non è ancora il Paradiso) uscito nel mese di aprile 2014, contiene successi come Amilyen hülye vagy (Come sei stupido) o Bölcsődtől a sírodig (Dalla culla dalla tomba) in collaborazione con il gruppo FankaDeli. L’album ha avuto subito un successo immediato nel mercato discografico: tre settimane dopo la sua uscita è diventato disco d’oro e disco di platino nelle sei settimane successive.

La canzone più famosa del gruppo, Varázsszavak (Parole magiche), è una composizione pop-rock ed è anche la mia preferita specialmente per queste parole che per me parlano di verità:

L’uomo è il progetto più bello di Dio
Corpo, anima e mente.
Solo per essere amati,
Nient’altro che questo.

L’ultimo concerto dei Kowalsky Meg a Vega a Debrecen si è tenuto al Lovarda lo scorso 11 Aprile registrando il tutto esaurito. Ma non disperate, la band tornerà in città il 25 luglio per il Campus Fesztivál!

Lúcia Orbán

Campus Fesztivál

Il Campus Festival è un evento musicale organizzato ogni anno verso la fine di luglio a Debrecen, la città piú grande dell’Ungheria orientale, dove migliaia e migliaia di giovani si divertono insieme a Nagyerdő (il Grande Bosco) per cinque giorni. Questo è certamente uno dei festival piú frequentati in Ungheria e ospita tanti artisti ungheresi, ma anche molte realtà internazionali. La prima edizione del Campus Festival si è tenuta nel 2002, ma è solo nel 2008 che questo evento è diventato famoso in tutto il Paese.

Campus Festival 2015

L’anno scorso c’erano piú di 200 artisti e all’incirca 70000 visitatori, una testimonianza di come il Campus Festival sia un evento molto apprezzato dai ragazzi di tutte le età sopratutto perché ci sono realtà musicali di tutti i generi. Ecco gli ospiti principali di questa edizione!

Caro Emerald, Jazz (Olanda)

Enter Shikari, Electro-core Paese (Regno Unito)

Wilkinson, Elettronica/Drum’n’Bass Paese (Regno Unito)

Ákos, Pop (Ungheria)

Tankcsapda, Rock/Metal (Ungheria)

Quimby, Rock Alternativo (Ungheria)

Majka és Curtis, Rap Paese (Ungheria)

Rúzsa Magdolna, Pop Paese (Ungheria)

Un abbonamento per seguire tutti gli eventi del programma costa 12000 fiorini (circa 40 euro), ma sono disponibili anche biglietti giornalieri. Se avete voglia di passare un momento indimenticabile a prezzi accessibili venite da noi, ogni anno il festival è frequentato non solo da migliaia di giovani ungheresi, ma anche da moltissimi ragazzi provenienti da vari paesi. Sarà una grande occasione per divertirsi, ascoltare buona musica e conoscere nuove persone!

Per maggiori informazioni visitate il sito http://www.campusfesztival.hu

Enikő Vas