L’erba di San Ladislao

magyarsag-viragaiSecondo una leggenda, Re Ladislao sarebbe stato molto più grande dei suoi soldati. Durante i combattimenti sarebbe stato coraggioso come un leone, mentre in tempo di pace sarebbe stato mite come un pastore.

Quando la peste ha distrutto tutto durante l’XI secolo, la gente avrebbe chiesto aiuto, così Ladislao ha pregato Dio, il quale gli avrebbe parlato in sogno attraverso un angelo, che ha detto: «Prendi il tuo arco, va davanti alla tua tenda e tira una freccia senza prendere la mira, lei ti mostrerà che cosa devi fare».
Ladislao, preso il suo arco, avrebbe colpito una pianta di genziana il cui olio avrebbe salvato la gente dalla peste e da allora è stata chiamata l’erba di San Ladislao.

Vince Pál

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Sotto il segno del Drago: storia e leggenda nella famiglia Báthory

Il Drago legato alla leggenda della famiglia Báthory - Nyírbátor

Il Drago legato alla leggenda della famiglia Báthory – Nyírbátor

Nell’ambito della storia e della cultura ungherese, un posto di rilievo spetta di certo alla casa nobiliare dei Báthory, una famiglia appartenente alla stirpe dei Gut-Keled, stanziatasi in Ungheria verso l’inizio del secolo XI. In merito al ruolo storico e leggendario che le viene attribuito, lo stemma della famiglia assume un’importanza del tutto eccezionale e pertanto meritevole di attenzione.

Stando alla leggenda, la figura del drago viene associata ai Báthory grazie agli atti eroici compiuti da un antenato della famiglia, Vid, le cui sue gesta risalirebbero ai tempi del regno di Stefano I, fondatore dello Stato ungherese, tra il 1000 e il 1038 d.C. Tale condottiero ebbe il merito di affrontare la mostruosa creatura la quale, dopo aver disseminato terrore tra la popolazione al seguito di numerose distruzioni, venne sconfitta nei pressi della palude di Ecsed. Come prova del successo conseguito, Vid, ucciso il drago, ne conservò i denti.
Ad ogni modo i Báthory vantavano davvero la presenza di un guerriero in famiglia, Opos: contrariamente a Vid, questo prode condottiero è storicamente esistito. Grande combattente al servizio di Re Salamon (1063-1074), si vide attribuire da parte del sovrano il nome Báthory per i propri servigi militari. Nelle cronache della famiglia le gesta di Vid e Opos vennero unite: per tale ragione nello stemma dei Báthory figurano tre denti di drago.

Lo stemma della famiglia Báthory

Lo stemma della famiglia Báthory

Verso l’inizio del secolo XIV i Báthory si divisero in due stirpi: egli Ecsed e gli Somlyai. Entrambe preservarono e tramandarono con entusiasmo il culto dell’atto eroico di Vid, sebbene dalla leggenda del drago se ne ricavarono due versioni differenti. La stirpe di Ecsed protendeva naturalmente in favore di una narrazione svoltasi nella palude, mentre nelle memorie tramandate dai Báthory di Somlyai, le gesta di Vid Bátor ebbero luogo in una grotta situata lungo il fiume Kraszna.

Una volta legatasi alla tradizione cristiana, la famiglia Báthory ricollegò le gesta dei propri eroi a quelle di San Giorgio il quale, secondo gli esperti, affrontò e sconfisse la mostruosa creatura già ai tempi degli Árpád, dunque prima del prode Vid. Storicamente ricopre, invece, una certa importanza la costituzione dell’Ordine del Drago, di cui i Báthory erano membri, voluta da Re Sigismondo nel 1408 per fronteggiare la minaccia turca alle porte dell’Europa, ennesima connessione che rinsalda il legame tra la famiglia e la mitica figura.

Federico Preziosi