Max Gazzè e Niccolò Fabi – Vento d’estate

 

Nyári szellő

Hagytam elszökni a szerelmet
s pár óra múlva újra megtaláltam,
visszatért egy panasz nélkül,
és megváltozott, ahogy változik a szél.

Nyári szellő,  ahogyan ti, a tengerhez megyek,
nem vártok rám, talán elveszek.

A neve hangzására gondoltam,
arra, hogyan változik az emberek szájában
egyszerre mindenre gondoltam egy pillanatban,
megértettem, hogyan változik a szél.

Nyári szellő,  ahogyan ti, a tengerhez megyek,
nem vártok rám, talán elveszek.

Hagytam elszökni a szerelmet
s pár óra múlva újra megtaláltam,
visszatért egy panasz nélkül,
és megváltozott, ahogy változik a szél.

A neve hangzására gondoltam,
arra, hogyan változik az emberek szájában
egyszerre mindenre gondoltam egy pillanatban,
megértettem, hogyan változik a szél.

Nyári szellő,  ahogyan ti, a tengerhez megyek,
nem vártok rám, talán elveszek.

Nyári szellő,  a tengerhez megyek, a tengerhez megyek,
ne várjatok rám, elvesztem.

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Vento d’estate

Ho lasciato scappar via l’amore,
l’ho incontrato dopo poche ore,
è tornato senza mai un lamento,
è cambiato come cambia il vento.

Vento d’estate, io vado al mare voi che fate,
non mi aspettate, forse mi perdo.

Ho pensato al suono del suo nome,
a come cambia in base alle persone,
ho pensato a tutto in un momento,
ho capito come cambia il vento.

Vento d’estate, io vado al mare voi che fate,
non mi aspettate, forse mi perdo.

Ho lasciato scappar via l’amore,
l’ho incontrato dopo poche ore,
è tornato senza mai un lamento,
è cambiato come cambia il vento.

Ho pensato al suono del suo nome,
a come cambia in base alle persone,
ho pensato a tutto in un momento,
ho capito come cambia il vento.

Vento d’estate, io vado al mare voi che fate,
non mi aspettate, forse mi perdo.

Vento d’estate, io vado al mare, vado al mare,
non mi aspettate, mi sono perso.

Márton Oláh e Emese Pogány

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Campo di lavoro in Italia per il Lago Film Fest

Un campo di lavoro estivo ed esaltante all’insegna del cinema, della musica indipendente e della cultura da socializzare e condividere.

Destinatari: volontari/e (18+)
Dove: Lago di Revine Lago (TV)
Durata: 18 giorni circa 
Chi: Lago Film Fest in collaborazione con Associazione di promozione sociale Joint
Deadline: iscrizioni entro il 30 maggio 2016

proiezione campo di lavoroCampo di lavoro in Italia in occasione del Lago Film Fest, un appuntamento di nove giorni sotto le stelle e sulle rive di Lago di Revine Lago (TV) dove incontri, video, workshop, arte e musica calamitano ogni anno migliaia di visitatori. 200 ore di festival, corti provenienti a 85 diversi paesi del mondo, 80 pagine di magazine di approfondimento, registi e ospiti illustri da ogni parte del mondo tutto coordinato da 150 volontari.

Questo campo di lavoro si terrà dal 22 al 30 luglio 2016

Il concept di LFF si basa sul trasformare un’area geografica decentrata in un open space creativo in perfetta armonia con l’ambiente al fine di valorizzare gli aspetti naturalistici e culturali del territorio. Diversi sono i ruoli che si possono occupare all’interno del festival, in particolare si richiedono:
  • tecnici/addetti alla proiezione dei video;
  • ufficio stampa;
  • grafici;
  • personale addetto all’accoglienza.

I partecipanti non devono avere formazione o qualifiche particolari, ma buona volontà sostenendo un brevissimo corso di orientamento, voglia di condividere e di vivere un’avventura all’insegna della cultura e del divertimento nel pieno spirito dell’evento. Si consiglia vivamente di avere una buona conoscenza dell’inglese, in quanto il Film Fest ospiterà volontari provenienti da vari paesi.
I volontari alloggeranno in camere condivise con altri volontari tipo ostello e il cibo verrà offerto dall’ente organizzatore. È necessario portare con sé sacchi a pelo, lenzuola, asciugamani e, ovviamente, un costume da bagno! Si rende noto, inoltre, che per motivi organizzativi e logistici, i volontari saranno tenuti ad arrivare in loco qualche giorno prima e lasciare il campo intorno al 1-2 agosto. 

Per partecipare e conoscere altre informazioni, visita questa pagina.

Parlare degli anni di Piombo a Debrecen

Zsiga LakoNei giorni 21 e 22 Ottobre, all’interno della suggestiva sala convegni di Víztorony, si è tenuta una bellissima conferenza sugli Anni di Piombo in Italia, promossa dal Dipartimento di Italianistica dell’Università di Debrecen e animata dalle brillanti relazioni di professori universitari, accademici, giornalisti. Un valido contributo alla riuscita dell’evento è stato fornito, inoltre, dal pubblico presente in sala, vivace e attento, composto principalmente da studenti universitari, ma anche da italiani che vivono a Debrecen e semplici curiosi. Aspettando che vengano prodotti gli atti del convegno, ai quali ci piacerebbe dare ampio spazio su questo sito, noi di Debrecen chiama Italia abbiamo riportato alcune impressioni per rievocare la piacevole atmosfera creatasi nell’ambito di un convengo organizzato da una piccola e attenta comunità, sempre aperta e interessata alle problematiche culturali, politiche e civili del Bel Paese. Le riflessioni elaborate in tale contesto verranno sicuramente riprese in altri momenti, confidando nella loro validità, nella possibilità che esse generino nuovi ed appassionanti dibattiti e che non restino solo tra le mura universitarie, ma che vivano e camminino.

Abbiamo provato a mettere in piedi un evento al di fuori dagli schemi, nel senso che con la scelta del luogo e con la presenza degli studenti – nonché con la scelta del tema – volevamo allargare il dibattito, senza ridurlo al solito discorso scientifico, muovendo verso l’interattività, la discussione, il confronto diretto ed immediato di temi, orizzonti, punti di vista. Abbiamo raggiunto un risultato importante con la presenza di due studiosi di caratura internazionale della letteratura italiana del Novecento, il Prof. Franco Zangrilli e la Prof.ssa Dagmar Reichart.
István Puskás, Docente presso l’Università di Debrecen.

Un sentito ringraziamento al Prof. Puskás per l’idea e l’organizzazione; mi ha colpito l’attenzione costante dei nostri studenti (soprattutto quelli del primo anno), i veri dibattiti sviluppatisi dopo le relazioni (grazie agli ospiti/relatori arrivati da varie realtà che hanno contribuito con diversi punti di vista) e, infine, la presenza della “comunità italiana” di Debrecen.
László Pete, Docente presso l’Università di Debrecen e Responsabile del Dipartimento di Italianistica.

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Per me è un grande piacere vedere che le nostre conferenze attirano sempre più persone, non solo accademici, ma anche altre persone interessate alla cultura italiana. Inoltre mi fa piacere vedere che ci sono sempre più italiani nella nostra città, che per qualche motivo scelgono di cominciare una nuova vita qua, di come apprezzano la nostra realtà e cercano possibilità per integrarsi, mantenendo allo stesso tempo la loro cultura. Penso che, anche per gli italiani, queste conferenze siano delle belle occasioni per ritrovarsi, dei punti d’incontro, e spero che anche loro siano felici di vedere il nostro sentimento di amore verso la cultura italiana e di quanto apprezziamo la loro presenza qui in Ungheria, a Debrecen.
Zsigmond Lakó, Dottore presso l’Università di Debrecen. 

La conferenza mi è piaciuta perché trattava un argomento molto interessante, importante e ancora attuale. Ascoltando i professori e gli studiosi mi è venuta la voglia di leggere alcuni libri e vedere tantissimi film su questo tema. Purtroppo non ero abbastanza preparata, non sapevo tante cose sugli anni di piombo e non sono riuscita a capire ogni parte della conferenza. Mi è piaciuto però che tanti professori sono venuti da città diverse, anche molto lontane.
Liliána Pósán, studentessa.

Sciacovelli

Per me tornare a Debrecen é sempre una grande emozione, é la prima cittá universitaria ungherese in cui ho studiato, nel lontano 1988, ed ogni volta che visito le aule, i corridoi, gli edifici del campus e tutto quanto sta intorno all’universitá, mi sembra di tornare a quegli anni di grande entusiasmo… il convegno continua la lunga serie dei convegni organizzati dai colleghi di Debrecen, questa volta con una impostazione contemporaneista che ha conquistato relatori “inusuali”, dandoci la possibilitá di riflettere su un periodo che sembra stia pian piano entrando nella storia, non é un caso che il protagonista “in calce” fosse Pasolini, intellettuale molto amato e ammirato anche in Ungheria, le cui opere si stanno pubblicando in versione ungherese proprio in questi ultimi anni.
Antonio Sciacovelli, Docente presso la West Hungary University.

La conferenza mi è piaciuta perché ho avuto la possibilità di conoscere gli anni di piombo, questo periodo violento d’Italia, ma sopratutto le opere e l’importanza di Pier Paolo Pasolini nella cultura italiana.
Zsolt Kosina, studente.

Secondo la mia opinione il convegno è stato utile per noi studenti. Abbiamo potuto incontrare professori molto prestigiosi venuti non solo da altre città ungheresi, ma anche da altri Paesi, ed ascoltare le loro presentazioni. Per me era affascinante notare quanto fosse profonda la loro conoscenza nei vari argomenti e di come potevano discutere qualsiasi tema non solo in italiano, ma anche in inglese. Siamo molto riconoscenti a loro per averci regalato un pezzo della loro conoscenza.
Réka Gruz, studentessa.

Prendendo parte a questo convegno come studentessa di italianistica posso dire che ha arricchito i miei studi. Durante questi due giorni abbiamo imparato tante cose nuove e abbiamo sentito parlare di nomi molto noti come Aldo Moro e Leonardo Sciascia. Abbiamo potuto conoscere meglio l’Italia d’oggi. Ma mi ha impressionato molto di più quello che hanno fatto tutti questi ricercatori e professori che sono venuti a Debrecen, perché non si stancano mai conoscere ed approfondire sempre di più gli anni di piombo. Mi hanno dato un tesoro importantissimo: la voglia di sapere!
Enikő Tóth, studentessa.

Debrecen Chiama Italia sta per cominciare!

Salve a tutti!

Siete sulle pagine di Debrecen Chiama Italia, il blog scritto in italiano dedicato alla città di Debrecen e a tutti gli ungheresi che amano la cultura italiana e gli italiani affascinati da quella ungherese. Siamo in fase di costruzione e c’è tanto d fare perché intendiamo costituire un gruppo operativo solido alla scopo di contribuire alla diffusione della cultura ungherese e italiana nella città di Debrecen.

Questo blog non parlerà delle solite cose, come ad esempio la grammatica italiana, la pronuncia, la vita in Italia o cose simili, ma vedrà protagonisti tutti gli amanti della lingua italiana che intenderanno utilizzarla in maniera viva. Come? Semplicissimo! Parlando della propria città e di quello che accade qui a Debrecen! In questa iniziativa cercheremo di coinvolgere gli studenti dei licei cittadini che intendono migliorare le proprie competenze linguistiche grazie alla scrittura, l’Università e il suo attivissimo dipartimento di italianistica, e infine tutti gli ungheresi che vivono a Debrecen o nei dintorni e che hanno un grande amore per l’Italia. Crediamo fortemente che parlare di noi sia importante e che la lingua italiana possa offrire molto in termini culturali, sociali e umani.

Nei prossimi giorni saremo molto impegnati, ma se desiderate collaborare a questo progetto e assicurarvi una bellissima esperienza, potete scrivere un’email a questo indirizzo:

f.preziosi[at]gmail.com

Unitevi a noi, siamo certi che questa iniziativa darà grandi soddisfazioni agli italiani che intendono conoscere la città di Debrecen, i suoi costumi e la sua cultura in generale, ma soprattutto sarà utile a voi ungheresi che avrete la possibilità di migliorare il vostro italiano scrivendo qui.

Federico Preziosi, Debrecen Chiama Italia