Le ricette di Lilla – Caramelle mou

Foto tratta da Sütik Birodalma

Ingredienti per circa 50 pezzi
– 220 gr di latte condensato oppure, in alternativa, panna e più zucchero (50 gr in più)
– 50 gr di zucchero di canna;
– 70 gr di zucchero bianco;
– 50 gr di miele di acacia;
– 68 gr di burro;
– 4 punte di coltello di bicarbonato;
– 90 gr di cioccolato bianco (consiglio il Boci anche se in Italia non c’è!).

Tempo di preparazione
30-40 minuti

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Preparazione
Mettete il latte condensato, lo zucchero (entrambe le varietà), miele, burro e bicarbonato in una casseruola.

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A fuoco lento sciogliete il tutto mescolando continuamente senza farlo bollire. Una volta sciolto aumentate la fiamma senza mai smettere di mescolare fino a quando il contenuto non sarà di color caramello.

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Se avete un termometro digitale assicuratevi di raggiungere la temperatura di 116° altrimenti per verificare la consistenza, immergete un piccolo pezzo di caramello in acqua fredda: se riuscirete a fare una pallina sarete pronti per la fase successiva.
Una volta tolto la pentola dal fuoco lasciate raffreddare per 1-2 minuti, poi aggiungete il cioccolato tritato e mescolate insieme.
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Ricoprite con carta da forno una teglia di vetro e versare il caramello. Lasciare raffreddare in frigo per circa due ore. Infine tagliare a cubi e servire.
Gnam!
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Ricetta tratta da:
http://www.sutikbirodalma.hu/2013/01/tejkaramella.html

Lilla Csurka

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Maria Lucia, una rotariana in Ungheria

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Maria Lucia, giovane studentessa siciliana di Corleone, è stata ospitata questa estate da una famiglia di Debrecen per qualche mese. Noi l’abbiamo incontrata poco prima che concludesse questo scambio internazionale tra Italia e Ungheria per farci raccontare la sua esperienza
 durante questo soggiorno estivo.

Ciao Maria Lucia, la prima domanda può essere scontata, ma per noi molto importante: perché sei qui in Ungheria?
Mio padre è un rotariano e così ho deciso di unirmi a lui perché tramite il Rotari è possibile fare brevi esperienze internazionali. Avevo puntato verso l’area scandinava, ma è stata Vanda, la ragazza ungherese che mi ospita, ad inviarmi la documentazione necessaria affinché potessi prendere parte al programma e ed ho accettato. Così abbiamo fatto questo progetto tra Italia e Ungheria: Vanda è stata da me per 5 settimane e adesso è il mio turno.

Che cos’è il Rotari?
Appartengo al distretto 2021 di Corleone. Lo so, detta così sembra un po’ l’inizio di Hunger Games [ride]! Il Rotari è un’associazione che si occupa del sociale e promuove scambi culturali soprattutto con l’America e la Germania, che sono i Paese dove c’è maggiore richiesta. Gli scambi possono durare anche per un anno, dipende dai progetti.

Avevi già sentito parlare di Debrecen?
No, avevo sentito  parlare solo di Budapest perché la mia scuola organizza spesso viaggi nella capitale ungherese, ma di Debrecen mai.

Qual è stata la tua prima impressione?
Una città tranquilla. Mi piacciono i colori e queste strade molto larghe. Mi piace molto anche la Chiesa calvinista perché è molto semplice, l’ho anche vista all’interno. Purtroppo la sera Debrecen è molto noiosa, soprattutto il sabato. Posso fare un paragone con Palermo che è la città dove solitamente vado per divertirmi il sabato sera ed è molto più attiva rispetto a Debrecen.

Che cosa hai visto a Debrecen in generale? Cosa ti ha colpito?
La mia prima uscita è stata al Forum, quindi principalmente negozi… poi il museo Déri, la Grande Chiesa, l’Università che è molto bella, lo stadio. Naturalmente sono stata a Budapest.

Hai visitato dei locali?
Pub più che altro, ma non ne ricordo i nomi. Carini, però non molto popolati. Poi non c’è musica fuori…

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L’anno scorso c’era molta più musica in effetti, non so cosa sia successo quest’anno…
Sabato abbiamo incontrato solo dei gypsy anche se sono visti in malo modo… a me piacciono però!

Com’è il tuo rapporto con la lingua?
Terribile per me, è una lingua che non capisco. Ho imparato qualche parola basilare, cose molto semplici. Non riesco a capire nulla quando parlano gli ungheresi, posso afferrare qualcosa solo quando gesticolano.

Com’è stata la permanenza?
Eccellente, con la mia famiglia ospitante è andato tutto bene perché tutti sono molto gentili e disponibili. La mamma di Vanda non parla inglese ma cerca di farsi capire in tutti i modi ed è sempre molto premurosa. Il padre invece parla inglese ed è un simpaticone. Anche i fratelli sono molto disponibili, per esempio con il fratello di Vanda sono stata a Budapest perché lei non poteva accompagnarmi per impegni sportivi.

Come ti aspettavi gli ungheresi prima di questa esperienza?
Mi avevano detto che erano irascibili e che tendevano ad arrabbiarsi facilmente. Io non ho mai pregiudizi, ma con quello che mi era stato detto confesso che ero un po’ preoccupata. Poi quando sono arrivata mi sono trovato in una situazione molto diversa e anzi sono stati tutti molto gentili con me.

Il tuo rapporto col cibo?
Solitamente è un argomento tabù, ma devo ammettere che qui è ottimo. Pensa che in Sicilia non mangio mai molta carne perché preferisco il pesce anche perché abito vicino al mare e dunque facilmente reperibile. Qui invece ho mangiato tanti tipi di carne… adesso non so se è la mia mamma ospitante ad essere particolarmente brava in cucina oppure è la cucina ungherese ad avere piatti particolarmente buoni.

Non hai avuto problemi?
No, assolutamente.

Davvero non hai avuto problemi con nulla? Tutto buonissimo?
Ora che ci penso quello che non mi è piaciuto era una zuppa fredda con le prugne…

Ah, la zuppa di frutta!
Sì, esatto. Quella non sono riuscita a mangiarla. Mi son scusata, ma è molto lontana dai miei gusti.

Invece le altre zuppe?
Mi sono piaciute tutte anche quelle con le verdure che mangio anche a casa mia.

Avrai conosciuto anche gli amici della tua amica. Sapresti dirmi, secondo te, qual è la differenza tra la socialità ungherese e quella siciliana?
Non ho riscontrato tutte queste differenze. Noi siciliani siamo noti per la nostra socievolezza e basta un primo incontro per stabilire un rapporto molto cordiale e all’insegna della simpatia. Con gli ungheresi che ho conosciuto non è stato molto diverso, ma una differenza che ho notato è la loro mancanza di curiosità. Al contrario, noi siciliani, siamo molto curiosi! Quella siciliana è però un tipo di curiosità affettiva, mentre gli ungheresi non sono così.

Magari sono più discreti…
Non so, sarà per discrezione o mancanza di interesse, ma li trovo meno curiosi di noi siciliani.

Magari possono esserci entrambe le cose, non si escludono tra loro…
Eh infatti [ride]!

Sei stata nelle zone limitrofe?
Sì, un posto bellissimo che non riesco a pronunciare, Hortobágy. C’erano delle case stupende, tutte caratteristiche, tipiche della zona, immerse nella natura. Io amo la natura! Sono posti piccoli ma molto molto carini.

Se un tuo amico dovesse venire a Debrecen che cosa gli diresti?
Divertiti, goditi il momento e assapora l’attimo. Sarà una bellissima esperienza!

Federico Preziosi

Il Carnevale dei Fiori 2015 – Le foto di via Piac

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Foto di Attila Demeter

Anche quest’anno, sebbene le condizioni meteorologiche non sia state delle migliori, il Carnevale dei Fiori di Debrecen si è svolto regolarmente il 20 Agosto. Per chi si fosse perso questo magnifico evento, ecco alcune foto ritraenti i carri che hanno sfilato per le vie della città.

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Foto di Attila Demeter

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Foto di Attila Demeter

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Foto di Attila Demeter

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Foto di Attila Demeter

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Foto di Attila Demeter

Vai a Pesaro per il Servizio Volontario Europeo con l’Associazione Vicolocorto!

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Vorresti andare in Italia e vivere una magnifica esperienza di volontariato? Oggi si può! L’Associazione Vicolocorto cerca volontari per un nuovo progetto SVE.

Durata Progetto
6 mesi (da Febbraio 2016)

Città
Pesaro, Italia

Descrizione
Il volontario parteciperà attivamente alle attività associative in base ai suoi bisogni e interessi senza la necessità di esperienze, competenze e abilità precedenti in quanto l’obiettivo principale è la crescita personale del volontario stesso. Per questo motivo il progetto sarà personalizzato in base alle aspirazioni e all’attitudine di ciascun volontario e perfezionato insieme a lui. I volontari potranno decidere come modulare il loro programma di volontariato secondo i propri bisogni considerando anche i nostri orari di apertura per 5 giorni alla settimana per un totale di 30-35 ore settimanali. Per farli sentire liberi di muoversi e di godere la vita, i volontari vivranno in una casa SVE, affittata per loro in città, completa di tutti i comfort. Le attività saranno realizzate in modo dinamico insieme con i volontari della community di Vicolocorto, soprattutto nei luoghi dove i giovani locali si incontrano al fine di facilitarne l’integrazione sociale.

Descrizione del progetto
– Unirsi allo staff diffondendo le informazioni delle attività a proposito dell’Europa e il programma Youth in Action attraverso letture e meeting con i giovani all’interno dell’ufficio dell’associazione e durante gli eventi informativi.

– Prendere parte a workshop locali e progetti organizzati da Vicolocorto sulla dimensione interculturale, mettere al corrente sui giovani e sulle attività di inclusione sociale.

– Utilizzare i media (come video, blog ecc.) e social network per diffondere le informazioni.

Descrizione dell’associazione ospitante
Vicolocorto  è un associazione culturale per giovani non-politica, senza fini di lucro creata nel 2006 e stabile a Pesaro, in Italia. E’ specializzata in lavori giovanili ed opera in campi non-formali e nell’educazione extra-scolastica, l’apprendimento interculturale, la promozione della mobilità giovanile, volontariato e partecipazione dei giovani, lo studio e la ricerca di politiche e attività giovanili. L’associazione ha accumulato molta esperienza in questi ambiti coinvolgendo centinaia di ragazzi in progetti internazionali, inviando oltre 80 volontari con lo SVE e ospitandone 23. Ha inoltre ospitato e coordinato più di 20 giovani con i progetti internazionali YiA ed Erasmus+ fino ad ora. L’associazione può contare su un team specializzato di formatori e giovani lavoratori che acquisiscono esperienza attraverso corsi di educazione formale e non-formale e lavorando fianco a fianco con i giovani.

Inviare Curriculm Vitae e lettera di motivazione a candidates@vicolocorto.org entro il 19 settembre 2015.

Per maggiori informazioni scrivere a candidates@vicolocorto.org (Daniele Lucarelli).

ENGLISH VERSION Vicolocorto EVS hosting – call october 2015

Vai a Pesaro con il Servizio Volontario Europeo!

Ti piacerebbe andare a Pesaro e vivere un’esperienza unica e irripetibile? Parti con il Servizio Volontario Europeo! La Croce Rossa Italiana di Pesaro, in collaborazione con l’Associazione Vicolocorto, sta cercando dei volontari. Potrebbe essere l’occasione per migliorare il tuo italiano facendo un lavoro socialmente utile sul campo.

Periodo di attività
6 mesi (da Maggio 2016)

Città
Pesaro, Italia

Descrizione delle attività
Il volontario può prendere parte alle attività organizzate della Croce Rossa in 6 aree differenti, come supporto allo staff locale di volontari e lavoratori dell’organizzazione:

– Organizzazione di attività ricreative, sociali e culturali per bambini giocando e scherzando con i bambini e  trascorre con loro del tempo in ospedale.

– Organizzazione di attività di intrattenimento per anziani in una casa di riposo.

– Attività di distribuzione del cibo che ne prevede la distribuzione ogni giorno valle famiglie più povere in cooperazione col Comune di Pesaro.

– Campagne di informazione e sensibilizzazione incontrando studenti e organizzando workshop di prevenzione e intervento su alcune tematiche e problemi (primo soccorso, abuso di alcol e droga, prevenzione dalle malattie).

– Supporto all’ufficio stampa producendo materiale mediatico, impegnandosi nella campagna stampa informativa al fine di diffondere i valori e le attività realizzate della Croce Rossa.

– Supporto nella raccolta fondi aiutando lo staff con la preparazione e la realizzazione di eventi promossi a questo scopo come come l’evento annuale della carità.

Descrizione della organizzazione ospitante
La Croce Rossa, comitato di Pesaro è parte del Movimento della Croce Rossa Internazionale il cui principale obiettivo è quello di alleviare la sofferenza di quelli che sono vivono in una condizione di crisi, indipendentemente situazione che è causa della loro sofferenza. A livello nazionale la Croce Rossa Italiana coinvolge almeno 140.000 membri attivi che operano attraverso speciali canali locali attraverso una rete di Comitati locali che possono meglio soddisfare le esigenze che emergono da ogni comunità. Il Comitato di Pesaro è supportato da 407 volontari attivi nei campi dell’assistenza sociale, supporto medico, pronto intervento, primo soccorso, formazione, servizio ai rifugiati. I servizi disponibili all’interno di ogni area operativa si rivolgono ai soggetti più vulnerabili della comunità locale, in particolare anziani, ammalati, persone a rischio di esclusione e rifugiati. Tali servizi sono in parte sostenuti grazie alla raccolta fondi, le campagne di sensibilizzazione e conoscenza ed iniziative che permettono ai volontari ospitati di fare un’esperienza educativa a 360° sia in settori operativi che progettativi.

Invia un Curriculum Vitae e una lettera motivazionale a candidates@vicolocorto.org entro il 19 Settembre 2015

Per maggiori informazioni scrivere a candidates@vicolocorto.org

ENGLISH VERSION
Croce Rossa EVS hosting – call october 2015

Bozo

Bozo

Bozo

Questa band nasce a Balatonboglár nel 2006 dall’idea di due fratelli, Gyula e Gergely Szabò. I due, fin da piccoli, non si accontentano di semplici giocattoli, ma cercano il divertimento attraverso gli strumenti musicali iniziando così a suonare e comporre canzoni. Gergely è mancino e suona il basso, un Fender Precision a quattro corde. Il suo stile è influenzato da una vena punk all’antica che guarda ai “Ramones”. Gyula è destro, canta e suona la chitarra, una Fender Jaguar a sei corde, ma la gente che lo conosce sa bene che a lui piace sempre cambiare chitarra sul palco, a seconda dalle canzoni che suona. Il suo modo di suonare ha una verve che vira maggiormente sul grunge, ma al tempo stesso surf rock. Inoltre una delle band che ha ispirato il sound dei Bozo sono i Nirvana. Durante il loro cammino trovano la grinta del batterista Krisztián Teknyős che ha imparato a suonare la batteria in una scuola di musica, senza la quale, come egli stesso ha affermato, non sarebbe stato capace di suonare così come oggi sa fare. Anche lui viene influenzato da varie band che vanno dai Ramones ai Nirvana completando così il sound della band. I tre insieme decidono di iniziare a fare delle jam session e dopo un paio di prove creano i primi arrangiamenti. Decidono così di dare un nome al progetto,  DuckTape, ottenendo un sound punk rock dalle sfumature British. Dopo pochi anni però decidono di dare una svolta alla band, abbandonano l’inglese in favore della propria lingua madre: Gyula inizia a scrivere testi in ungherese e la sua voce, con la naturale propensione ad esprimersi in una lingua più familiare, segna un passo in avanti nell’evoluzione della band. I Bozo si lasciano inoltre influenzare da una moltitudine di altri gruppi, seguendo una scia più stoner/grunge influenzata dalle seguenti band: Bloodhound Gang, Queens Of The Stone Age, Nirvana, Kispál és a Borz. Il pubblico apprezza la svolta ed è in questo momento che la band inizia ad essere seguita da più follower con il susseguirsi di molti festival e collaborazioni con altre band e artisti come “The Punch/Néhai Barany”. Vincono importanti premi e si fanno conoscere bene anche a Budapest, dove i tre vivono anche grazie a diversi impieghi diversi. Hanno una sala prove nella sede di KeletiBlokk, un centro musicale dedicato ad artisti di qualsiasi genere. Nel 2013 dopo varie demo ed ep, esce il loro primo album, Hullàm, formato da 11 tracce con una durata di 35 minuti.
Dicono che la loro principale fonte di ispirazione nella loro musica siano loro stessi, esprimendo quel che sono e la gioia del suonare.

Penso che questa band, soprattutto dal vivo, comunichi tante cose ed è molto strano che io riesca a provare certe emozioni pur non conoscendo bene l’ungherese. I Bozo sono miei carissimi amici, possiamo dire fratelli. Se sono in Ungheria è grazie alla nostra solida amicizia. Ho avuto, inoltre, il piacere di suonare con loro in vari fesztival: il più significativo per me, quello che non dimenticherò è il festival di Taliándörögd nel 2014.

Vincenzo e i Bozo

Vincenzo e i Bozo

Vincenzo Pellecchia

https://www.facebook.com/nuklearismokus?fref=tshttps://www.youtube.com/user/BOZOfficial 

Associazioni. Intervista a János Balega, KÖZ-Pont Ifjúsági Egyesület

János Balega è il leader di una delle associazioni giovanili più grandi di Debrecen e non solo. Il KÖZ-Pont Ifjúsági Egyesület (Associazione Centro Pubblico Giovanile) in pochi anni ha esteso il suo raggio d’azione in varie province ungheresi ed oggi rappresenta una realtà radicata e consolidata in ben tre città offrendo numerose opportunità per i giovani locali ed europei.

János Balega

János Balega

Chi è János in poche parole?

Un insegnante, un leader, un viaggiatore, un conoscitore, una persona cosciente delle proprie capacità, che crede nella famiglia e ama Debrecen.

Da quanti anni sei il Presidente di questa associazione?

Da circa 6 anni. Sono stato tra i fondatori del KÖZ-Pont nel 2001: inizialmente mi sono ritagliato un ruolo che stava a metà strada tra il volontario e il team member e sono stato di grande aiuto per i presidenti che mi hanno preceduto, tre magnifiche donne. Nel 2006 abbiamo cominciato ad espandere l’organizzazione e molti tra i membri ritenevano che avrei dovuto ricoprire il ruolo di leader. Ho sempre pensato che fosse una cattiva idea, ma a volte la democrazia gioca brutti scherzi: i membri dell’organizzazione, riunitisi in assemblea, hanno votato scegliendomi come loro Presidente e, dunque, eccomi qua!

Che cosa rappresenta il KÖZ-Pont per te?

La nostra missione include due parole chiave: luogo ed opportunità, da intendersi, secondo la mia personale opinione come luogo ed opportunità per i giovani. Dunque il KÖZ-Pont  è un luogo dove i ragazzi possono conversare, giocare a ping pong, festeggiare il compleanno oppure esprimere liberamente se stessi. Al tempo stesso offre delle opportunità: il Servizio Volontario Europeo, lavori artigianali, eventi sportivi e tante altre cose. In questo modo i giovani possono imparare determinati valori come la tolleranza, il lavoro in team, la solidarietà e diventare essi stessi esempi per altri ragazzi. E’ un lavoro che richiede molta costanza, un cerchio senza fine.

Parlaci della storia e dell’evoluzione del KÖZ-Pont.

Come ho già detto l’associazione è stata fondata nel 2001. In origine si trattava di un’organizzazione per studenti che aveva lo scopo di informare i giovani. Dalla fine del 2003 abbiamo cominciato ad organizzare eventi sportivi per gli studenti liceali di Debrecen. Successivamente, grazie al supporto dalla Provincia di Hajdú-Bihar, abbiamo organizzato un festival giovanile estivo. Questo programma vedeva la partecipazione di giovani provenienti da 7-8 città in eventi quali concerti, mostre ed eventi sportivi. Nel 2008 in occasione della Settimana Nazionale dello Studente di Nyíregyháza abbiamo stretto una partnership con la Provincia di Szabolcs-Szatmár-Bereg e da allora abbiamo assunto l’attuale denominazione in quanto la nostra opera si era estesa oltre i confini dell’Hajdú-Bihar. L’organizzazione ha cominciato a crescere fino ad aprire una sede a Debrecen nello stesso anno, una a Nyíregyháza nel 2011 e un’altra a Szolnok nel 2014. Per quanto riguarda i nostri progetti europei, cioè quelli che in questo momento costituiscono il maggiore punto di interesse per l’associazione, abbiamo cominciato nel 2004, ma solo nel 2011 abbiamo preso parte al programma Youth in Action.

Qual è lo scopo dell’associazione?

Fornire un supporto concreto per i giovani dai 10 ai 30 anni attraverso attività, programmi e corsi di formazione in modo che possano migliorare le proprie competenze sociali e professionali.

Una delle attività principali nella vostra organizzazione è il Servizio Volontario Europeo. Perché consideri questo programma cruciale per il KÖZ-Pont?

La cosa più importante, secondo me, non è tanto il progetto in sé, quanto l’apertura per le culture e le lingue. Lo SVE rappresenta un’ottima opportunità non solo per i volontari, ma per tutti quelli che con essi vengono a contatto, pertanto è un’ottima chance per rinnovare l’insegnamento e l’apprendimento, renderlo più attivo. Questo programma è anche motivo di crescita per i membri dell’associazione: molti ragazzi, per esempio, attraverso i ragazzi internazionali che ospitiamo periodicamente, sono motivati ad imparare l’inglese e viceversa anche i volontari meno preparati dal punto di vista linguistico possono migliorare le proprie competenze attraverso alcuni dei nostri ragazzi che collaborano con noi. Inoltre i volontari portano una ventata di freschezza e di apertura! I ragazzi ungheresi sono solitamente un po’ timidi, ma quando un volontario è aperto ed ha un buon impatto sull’ambiente, allora gli ungheresi si lasciano conquistare e si aprono accantonando la propria timidezza.

Ricordi qualche progetto SVE particolarmente riuscito?

Porterò sempre nel cuore il primo progetto SVE realizzato nel 2009. Abbiamo realizzato un libro, intitolato “Culture Shop”. La qualità era piuttosto buona e il lavoro fatto è stato eccellente. Questo progetto consisteva praticamente nel raccontare 20 storie di volontariato europeo (10 scritte da ungheresi e le restanti dai volontari internazionali) allo scopo di raccogliere testimonianze circa questa possibilità di istruzione non convenzionale.

Perché i giovani dovrebbero fare questa esperienza, secondo te?

Principalmente per conoscere altre culture e paesi, poi per viaggiare e imparare nuove lingue. Può essere un’ottima opportunità dopo aver concluso gli studi oppure subito dopo la fine della scuola in quanto è lo SVE stesso ad essere una scuola di vita attraverso cui si possono apprendere cose di natura pratica che certamente torneranno molto utili nel corso della vita.

Alcuni volontari durante un evento organizzato dal KÖZ-Pont

Alcuni volontari durante un evento organizzato dal KÖZ-Pont


Perché gli italiani dovrebbero provare un’esperienza del genere proprio a Debrecen?

Perché a noi ungheresi piace la pizza esattamente come piace agli italiani anche se quelle ungheresi sono diverse. Suggerisco a tutti gli italiani di venire qui per provare la gustosissima Pizza Hawaii [ride]! Scherzi a parte, credo che gli italiani amino il cibo e la musica e che abbiano un approccio rilassato alla vita: in un certo senso siamo simili. Inoltre ci sono molti studenti qui a Debrecen che imparano la lingua italiana e lo SVE può essere una buona occasione per diffondere la cultura italiana in Ungheria. Infine Debrecen non è molto grande, ma offre comunque molte opportunità di divertimento e tantissimi accessi a vari servizi. La città è anche situata in una posizione strategica per chi ama viaggiare: da Debrecen ci sono molti collegamenti per raggiungere facilmente altre importanti città europee, tutti possono apprezzare la comodità di spostarsi e visitare luoghi sempre nuovi, non solo nei paesi vicini: infatti Debrecen è dotata anche di un aeroporto internazionale con collegamenti importanti come Londra e Milano. Inoltre ci sono anche moltissimi studenti internazionali, tra cui alcuni italiani che hanno scelto di continuare il proprio ciclo di studi all’Università di Debrecen.

E perché gli italiani dovrebbero svolgere questo servizio proprio al KÖZ-Pont?

Credo che la nostra associazione abbia un approccio al lavoro molto aperto e lo testimonia la quantità di volontari che ospitiamo ogni anno. Ritengo che l’apertura sia una qualità molto importante per un’associazione come la nostra. Inoltre credo che l’apertura della mentalità italiana sia un valore anche per i nostri progetti e che i volontari locali e i membri del KÖZ-Pont possano imparare molto da voi.

http://www.kozpontegyesulet.hu
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Le fontane di Debrecen

Le fontane in Ungheria funzionano solo durante l’estate perché in inverno fa molto freddo e la gente preferisce andare nei locali al chiuso. In estate, invece, le fontane si rianimano e sono belle, meravigliose, ti viene la voglia di sederti vicino e pensare alle grandi questioni della vita, per esempio al tuo futuro. Le fontane sono anche rilassanti e nel vederle senti che il mondo si è fermato. In centro ce ne sono tante, tutte bellissime. Nel vostro tempo libero, se siete a Debrecen, vi consigliamo di guardarle tutte! Ecco quelle che per noi sono le più importanti!

Foto di Attila Demeter

Foto di Attila Demeter

Arrivando a Debrecen con il treno, se vi fermate ai giardinetti di Piazza Petőfi è possibile ammirare la prima fontana in città che vi darà il benvenuto.

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Foto di Attila Demeter

Anche accanto al Tesco Express, in via Piac, ce n’è un’altra molto graziosa. Circondata da panchine è il luogo ideale per riposarsi un po’.

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Foto di Attila Demeter

Sempre in via Piac, di fronte all’Hotel Aranybika, c’é la bellissima fontana del Millennium, una delle più grandi fontane musicali in Ungheria. Inaugurata nel 2001 con la rinnovata Piazza Kossuth, oggi chiusa al traffico, la fontana presenta delle piastrelle raffiguranti l’arrivo dei magiari. La fenice al centro rappresenta il simbolo della rinascita della città.

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Foto di Attila Demeter

Se vi capita di bere qualcosa in Piazzetta Hal, le meravigliose fontane colorate saranno molto suggestive durante le vostre conversazioni, specialmente di sera, seduti ai tavoli di uno dei tanti bar.

Foto di Attila Demeter

Foto di Attila Demeter

Davanti al Roncs bar, in via Csapó, ci sono alcune fontanelle ornamentali che accompagnano le discussioni dei clienti ai tavolini e danno una sensazione di freschezza all’ambiente. Tuttavia questi getti d’acqua sono molto amati dai bambini, come potete vedere dalla foto!

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Foto di Attila Demeter

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Foto di Attila Demeter

Sempre molto amata dai più piccoli è anche il Teatro di Nebbia a Nagyerdő (il Grande Bosco) accanto allo stadio. E’ un’attrazione impressionate: ci sono enormi spruzzi d’acqua alti circa 60 metri ogni 15-30 minuti. Di sera è ancora più spettacolare con le luci colorate perché vengono proiettate immagini sui getti d’acqua così da attirare sempre la curiosità dei passanti. Il Teatro di Nebbia è un luogo ideale per rinfrescarsi durante le calde sere d’estate e stare con gli amici.

Foto di Attila Demeter

Foto di Attila Demeter

Foto di Attila Demeter

Foto di Attila Demeter

Emese Tóth e Ágnes Gyarmati